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Scriviamo, scriviamo scriviamo! 

Al giorno d’oggi molte persone hanno preso l’abitudine di scrivere pubblicamente, ovvero sui social network, facendo il  famoso, oppure dovrei dire “famigerato” storytelling. Altri. come me, invece amano scrivere storie, romanzi, racconti e quant’altro, ma c’é un filo che ci lega tutti quanti e quel filo si chiama GRAMMATICA!

Uno degli elementi che più ci fanno tribolare é l’uso, anzi diciamo pure tranquillamente l’abuso di avverbi.

Cos’è un avverbio? Se scrivete dovreste saperlo, ma per semplificare diciamo che l’avverbio é quella “oscura parolina” che di solito finisce con la desinenza -mente

SALTUARIAMENTE

OVVIAMENTE

STRENUAMENTE

E….

chi più ne ha ne mente… ops volevo dire ne metta, mi sono lasciata condizionare!

Tornando seri: é vero che questi avverbi sono una buona scorciatoia per i nostri testi, ci permettono di definire una situazione o uno stato d’animo con una sola parola, ma é altresì vero che usarne troppi rende il nostro testo molto appesantito e brutto.

Allora cosa bisogna fare: il mio consiglio é quello di ricorrere al buon vecchio metodo della via di mezzo, ovvero: cerchiamo per quanto possiamo di utilizzare delle descrizioni, ma al momento che proprio non se ne può fare a meno. ricorriamo al buon vecchio avverbio, ma uno però!

Diciamocelo suvvia: un avverbino piccino piccino non ha mai fatto male a nessuno!

Un avverbio al giorno toglie i problemi di torno!

Certo é che mi é piaciuto affrontare questo argomento con la solita piccola vena d’ironia che cerco di mettere sempre in tutti i miei articoli, ma se si decide di scrivere per poi consegnare il nostro lavoro ad un eventuale pubblico di lettori, allora bisogna farlo seriamente!

Molto bene, l’argomento é concluso e ora se volete potete divertirvi a contare quanti ne ho usati io, in questo pezzo, dei cari amati avverbi.