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Voglio affrontare questo argomento, probabilmente l’ho già fatto, ma come si dice “repetita iuvant”
Le parole che usiamo ogni giorno per descrivere un fatto, un luogo, una situazione, hanno un peso importante, così come quelle che usiamo o, non usiamo per esprimere un parere. Allora perché ci peritiamo così tanto a cercare di esprimerci con parole diverse e soprattutto: perché ci costa così tanto esprimerci? Perché, ultimamente, non facciamo altro che cercare di usare simboli grafici o immagini ripetitive (gif) per manifestare che siamo esseri appartenenti a questo mondo, dotati di una mente funzionante e non automi social comandati?
Chi esprime se stesso scrivendo racconti o romanzi avrebbe bisogno di capire se ciò che scrive può essere piacevole, emozionante, commovente, scorrevole oppure noioso, melenso, patetico, inconcludente. Invece cosa si trova ad avere: faccine, gif e like, tutte cose che, si, esprimono la testimonianza che la cosa è stata notata, ma non se è stata letta fino in fondo, non se è piaciuta.
Con ciò voglio dire che, se ci aspettiamo dei commenti dobbiamo anche essere un minimo disposti ad esprimerli a nostra volta. se è vero che un comandamento dice: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, è vera anche la versione opposta:fai tu per primo agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero per te. In soldoni: tu scrittore emergente, se vuoi che le persone ti lascino delle impressioni su ciò che scrivi, inizia a lasciarle per primo.
Le parole hanno un grande potere quindi fai attenzione a come le usi, un parere negativo si può esprimere, un parere offensivo no.