I DEMOTIVATORI

I DEMOTIVATORI

I demotivatori chi sono?

In questo articolo voglio parlarvi di una particolare categoria di persone: I DEMOTIVATORI ovvero i portatori sani del “che lo fai a fa’!” oppure “ma chi te lo fa fare!”

Non te lo aspetteresti mai, ma i demotivatori più convinti si nascondono proprio nelle persone che hai più vicine: tra gli amici, tra i parenti, oppure addirittura nel marito o moglie o compagno o compagna. Può sembrare strano, ma più forte é il legame e a volte più fervida e convinta é la demotivazione che usano

Come agiscono i demotivatori

I demotivatori stanno in agguato anche tutto l’anno, senza dire nulla, senza che tu ti accorga della loro presenza, ma appena scoprono che tu hai una nuova attività oppure un nuovo progetto ecco che saltano fuori uno dopo l’altro a dirti frasi del tipo: “ma dai lascia perdere!” oppure “butterai soldi inutilmente!” e ancora “finisce che ti farai prendere in giro da tutti!” e ultima ma non ultima, perché di frasi adatte allo scopo ce ne sono a iosa, “tanto non avrai successo!” “Nessuno te lo comprerà, nessuno lo leggerà!” (se riferito a un libro o a una attività manuale artistica)

Dove trovano soddisfazione i demotivatori

I demotivatori hanno soddisfazione quando tu decidi di rinunciare al tuo progetto, allora ti vengono vicino e fanno finta di consolarti con frasi del tipo: “mi dispiace, so quanto ci tenevi! oppure “meglio aver rinunciato adesso così ti sei risparmiato una delusione!” e per essere più credibili si dipingono pure in faccia l’espressione contrita e dispiaciuta, ma dentro di loro godono come pazzi a vederti demoralizzato e demotivato. Un altra delle loro bieche soddisfazioni é quella di aspettare che la tua attività o progetto vada a rotoli per poi venirti a offrire la spalla su cui piangere e consolarti, mentre in se ripetono “te l’avevo detto io ma non mi hai voluto ascoltare!”

Come affrontare i demotivatori

C’é un solo modo per contrastare i demotivatori: TENERLI IL PIU’ POSSIBILE ALLA LARGA e se questo non é possibile, perché sono troppo vicini, fare in modo che assolutamente nn vengano a sapere dei vostri progetti, o almeno non prima di aver avuto la giusta soddisfazione per sbattergliela dritta davanti e farli schiattare dalla rabbia e dall’invidia.

Conclusioni

Lo so può sembrare, a prima vista, cattivo o crudele ciò che ho scritto, specialmente se questi demotivatori si nascondono fra i parenti stretti, ma il fatto é che loro sono stati a loro volta e a suo tempo demotivati, sono sognatori repressi che, invece di felicitarsi per i successi di chi gli sta vicino, godono delle sue sconfitte, non rendendosi conto che ciò alla fine non giova ne a loro ne agli altri.

Simona del Buono

Parola d’ordine: RELAX!

Parola d’ordine: RELAX!

Il relax prima di tutto!

Estetista, manicure, parrucchiere, tutto va bene per staccare la spina
Sonno di bellezza

Quando é quel giorno NO!

La parola d’ordine di oggi é relax, riposo, rigenerazione della mente del corpo e delle idee. Vi capita mai di avere un giorno in cui tutto vi va come non vorreste? Il tipico giorno in cui qualunque cosa vi causa nervi tesi e scatti d’ira improvvisi.

Attività di giardinaggio, oppure orto.

Reazioni a catena

Arriva il mal capitato di turno, che vi dice magari una battuta non troppo fine, alla quale, in qualsiasi altro giorno, avreste anche riso e invece saltate su come una molla aggredendolo come un leone inferocito. Quando capitano quei giorni, il relax é d’obbligo!

Se una regola c’é…

Non c’é una regola fissa per il relax, ognuno deve trovare la propria calma in qualunque cosa desideri, ma ci vuole un momento in cui si possa dire: bene adesso stacco la spina e chi si é visto si é visto!

Se ti rilassi, dopo, tutto sarà migliore!

Potrete chiedervi: e tutta questa premessa sul relax cosa c’entra con la scrittura? C’entra e posso dimostrarlo. Quando scriviamo, spesso lo facciamo, portati dal flusso emotivo, scriviamo tutto, scriviamo tanto, poi ad un certo punto capita che ci fermiamo e non andiamo avanti, questo non é detto che accada tutti i giorni, ma piuttosto accade in quei giorni in cui torniamo più stanchi dal lavoro, in quei giorni in cui siamo più “metereopatici” e più sottoposti a stress esterni.

Non scrivere se non ti sei rigenerato!

In quei momenti non dobbiamo farci prendere dall’ansia di scrivere per forza, perché poi inevitabilmente ci accorgeremmo, che ciò che abbiamo prodotto non é affatto di buona qualità.

perdersi nei pensieri

Conclusioni

I nonni dicevano: con la forza non viene nemmeno l’aceto! Allora prendiamoci il nostro tempo e rilassiamoci, pensiamo ad altro, facciamo una passeggiata, o dello shopping o anche una dormita se ce n’é bisogno, ma non rinunciamo al relax ogni tanto! I risultati si vedranno, in qualunque campo e la scrittura non é certo esclusa!

Simona del Buono