Cap. I

Innegabile! Si era sentita abbandonata, tradita, proprio da lui! Non se lo sarebbe mai aspettato!

Pensava questo Hermione, mentre, nello studio del professor Silente attendeva la punizione per aver disobbedito alle regole di Hogwarts.

Non aveva idea di come avrebbe potuto più guardarlo in faccia, dopo che l’aveva così vilmente venduta.  E per cosa poi? Un misero posto da ultima riserva nella squadra del Quidditch , tanto era stato il prezzo per tradirla e andare a spifferare, al professor Piton, della sua pozione proibita.

Avrebbe accettato qualunque punizione che Silente avesse deciso di darle, ma una cosa era chiara: non avrebbe mai più voluto condividere nulla con Ron Wesley!

Tanto aveva creduto di amarlo e tanto adesso era sicura di odiarlo.

La decisione era presa, se il preside le avesse concesso di rimanere nella scuola, lei lo avrebbe pregato in ogni modo di cambiare casa di appartenenza.

Cap. II

 

Silente entrò nella stanza con la sua solita aria calma e tranquilla, notò subito l’espressione preoccupata e contrita della ragazza e sorrise, sotto la sua folta barba, senza che lei se ne accorgesse, poi si schiarì la voce e iniziò a parlare.

“Senti Hermione, quello che hai fatto é grave, inutile negarlo e, ad essere sinceri, prevederebbe la tua espulsione dalla scuola”, detto ciò si fermò qualche secondo durante il quale la ragazza gli rispose.

“Professore siamo onesti, se le dicessi che ciò che é successo non é vero, che la pozione non é opera mia, io mentirei a le e a me stessa perché é opera mia e l’ho fatta di proposito, lei lo sa bene quanto io sia testarda e quanto io ami essere la prima della classe! Si chiede perché io abbia scelto proprio quella pozione e non un altra più semplice e consentita? Beh, una semplice poi avrebbero saputo farla tutti, mentre io volevo una cosa che nessun altro avrebbe osato tentare! Accetterò qualunque punizione e sapevo che prima o poi lo avreste scoperto, ma non così, non in questo modo!”, la ragazza iniziò improvvisamente a piangere.

Silente, allora, si avvicinò a lei: “benedetta figliola, calmati ora per favore, non mi hai fatto finire, anche se, come ti ripeto, la conseguenza sarebbe quella, io non voglio che tu venga espulsa, ma una punizione te la devo comunque dare, anche per essere giusto verso gli altri. La mia decisione, insindacabile e immutabile, é questa: perderai il tuo posto nella casa di Grifondoro  e ricomincerai tutto da capo in un altra!”

Hermione fu felice ed enormemente sollevata da questa decisione, senza saperlo, il professore aveva soddisfatto il suo desiderio! O forse lo sapeva? Silente sapeva sempre tutto!

“Professore scusi, ma quale sarà la casa a cui sarò assegnata?”, domandò la ragazza.

” Lo scoprirai fra poco!”, in quello stesso momento qualcuno bussò alla porta.

“Entra pure!”

“Chi mai poteva essere? Agrid forse?”, Si domandava, ma quando vide chi stava per entrare, per poco non le prese un colpo.

“Lucius?, Lucius Malfoy della casa di Serpeverde era venuto a prenderla? E quindi da quel momento in poi sarebbe stata quella la sua casa di appartenenza?”

Certo, questo, nemmeno la geniale Hermione Granger avrebbe potuto prevederlo.

“Vieni Lucius, entra!”, gli disse Silente.

“Ti affido questa ragazza, so che la tratterai come si deve e che non permetterai che le accada nulla!”, sapeva a chi parlava e sapeva come parlargli, anche l’infido Malfoy, dinnanzi a Silente, diventava docile come un cagnolino.

“Va bene, se é questo che desideri, sarà così, non permetterò a nessuno di farle del male e io stesso non gliene farò mai, te lo garantisco con la mia vita!”, rispose.

La ragazza non riusciva a credere a ciò che aveva sentito, possibile che quello fosse lo stesso Lucius, quello che lei conosceva come arrogante e insopportabile padre di Draco?

“Hermione ascoltami bene!”, aggiunse poi Silente rivolto alla ragazza.

“Tu dovrai ascoltare tutto ciò che Lucius ti dirà di fare, non potrai avere più contatti con nessun Grifondoro , almeno per i primi tempi, poi si vedrà, non potrai incontrare né Harry né  tantomeno Ron, anzi, con lui me la vedrò io stesso fra poco e non é detto che dopo che avremo parlato, lui sia ancora uno studente di questa scuola!”, la ragazza lo interruppe decisa.

” Professor Silente, a me non importa nulla  di ciò che potrà accadere a Ron Wesley e le assicuro che, se anche me ne avesse data la facoltà, io non avrei comunque più voluto vederlo né sentirlo parlare, mi ha fatto troppo male! Ora professore, se é tutto, io vorrei andare a sistemarmi, per favore!”

“Si Hermione é tutto, vai pure. E tu Lucius, ricordati ciò che hai promesso!”

Cap. III

 

Hermione e Lucius uscirono insieme dalla stanza di Albus Silente, durante il tragitto fra loro non ci furono parole, c’era troppo imbarazzo, la logica voleva che le loro due case fossero rivali e contrapposte e che loro si odiassero, ma la realtà era che, alla fine, nemmeno si conoscevano bene.

La ragazza continuò ad osservarlo mentre camminavano per il lungo corridoio che portava alle stanze dei Serpeverde.

Il sole che filtrava dalle grandi vetrate illuminava i capelli di lui, lunghi e biondi, quasi bianchi, facendoli brillare. Non si era mai resa conto di quanto fosse bello e si stupì di se stessa.

Stava guardando un Serpeverde e addirittura lo stava trovando bellissimo.

Il fatto era però, che per quanto borioso e detestabile, Lucius aveva veramente dei lineamenti molto belli.

Hermione si promise che non l’avrebbe più odiato senza motivo, ma avrebbe provato a conoscerlo meglio e a capirlo.

“Ehi, cos’hai da guardare?”, le domandò ad un certo punto, poi continuò, “per tutto il tempo non hai fatto che guardarmi, per caso ho qualcosa che non ti va a genio?”

” No, no, non preoccuparti é tutto ok, solo…”

“Solo cosa?”

“Solo… ecco i tuoi capelli, non mi ero mai accorta di quanto fossero lunghi e belli!”

“Ma… senti un po’ ragazzina, non penserai mica, con le moine, di ottenere un trattamento di favore?”, disse lui ridendo.

” Ma no, ma che vai a pensare! Io dicevo sul serio!”, rispose.

“Beh grazie!”

Era la prima volta che Malfoy, tirapiedi di Voldemort, riceveva un complimento sincero. In effetti, da molto tempo, era stufo di come il signore oscuro lo trattava. Per lui era solo un inetto, un idiota, tanto che ultimamente gli aveva preferito suo figlio Draco, lasciando che andasse per la sua strada, tanto non sarebbe arrivato da nessuna parte, senza qualcuno che gli desse ordini.

Ma Lucius non era assolutamente né inetto né idiota, ma semplicemente un uomo solo che si era creato una corazza di arroganza per non far emergere il suo vero carattere.

Questo, Hermione, lo capì subito, era troppo intelligente per non arrivarci, voleva trattarlo con gentilezza e lo avrebbe fatto.

“E così tu hai composto una pozione proibita?”

“Beh, non é che sia completamente proibita, lo é solo per gli studenti del mio anno.”

“Ma come ha fatto Silente a scoprirlo?”

” E’ stato quel vile di Ron! Ha fatto la spia in cambio di un misero posto da terza riserva nel quidditch , che poi lui é pure negato! Ovviamente Piton é andato subito a riferirlo a Silente e…” , la ragazza si rattristò, non voleva che lui la vedesse piangere, ma non riuscì a trattenersi, troppa rabbia le ruggiva dentro.

Lucius si fermò davanti a quella che sarebbe stata la stanza della ragazza.

“Hermione ascolta, non ci devi più pensare, vedrai che insieme troveremo un modo per fargliela scontare, poi se davvero Silente decidesse di sbatterlo fuori avremo risolto senza nemmeno sporcarci le mani!”, le asciugò le lacrime e le sorrise.

Lei si sentì al sicuro, vicino a quell’uomo che iniziava ad apprezzare più di quanto lei stessa non si rendesse conto.

Lucius fece una cosa che con suo figlio forse non aveva mai fatto, la avvicinò a se e la abbracciò, per Hermione fu un abbraccio dolcissimo.

“Adesso va a riposarti, é tardi, spero tu abbia tutto ciò che ti serve, ma se ti dovesse servire qualcosa, chiamami pure,  io sarò nella stanza vicina alla tua”, detto ciò la baciò in fronte e la salutò.

Cap. IV

 

Hermione finì di sistemare le sue cose, quella di Serpeverde non era certo la reggia di Camelot, ma le andava bene lo stesso.

Si distese sul letto a pensare.

Pensò a tutta la giornata, alle parole di Silente, alla punizione più grave scampata e poi a questo, ovvero la sorpresa di scoprire un Lucius Malfoy così diverso da come pensava di conoscerlo e da come aveva imparato a detestarlo. Mentre adesso si stava pian piano avvicinando? Affezionando? O forse si stava più semplicemente innamorando di lui anche se lui era molto più grande.

Nell’abbraccio che le aveva dato, lei aveva percepito la sua solitudine, il malessere e la voglia di essere diverso, di farsi vedere per ciò che realmente era: un uomo che voleva essere amato!

“Eppure una famiglia Lucius ce l’aveva? Draco, suo figlio e Narcissa, sua moglie, perché doveva sentirsi così dannatamente solo?”, con quest’ultimo quesito fra le labbra, la stanchezza si fece sentire e lei si addormentò.

Senza che lei se ne accorgesse, Lucius entrò nella stanza con la chiave di riserva, non voleva farle alcun male, solo verificare che stesse bene e che fosse tutto a posto.

Si fermò pochi attimi a guardarla dormire, era così bella, così dolce e…troppo piccola!

Non poteva, non doveva! Le avrebbe solo fatto del male innamorandosi di lei, ma non riusciva a dire di no, a scacciare quel pensiero dalla mente, ormai si era impadronito di lui e lui si era innamorato di lei, così in poco tempo, adesso la sua promessa a Silente non poteva essere più vera!

Avrebbe fatto qualunque cosa per proteggerla, a costo della sua vita.

Uscì dalla stanza, non prima di averle rivolto l’ultimo sguardo.

Lei era l’unica che lo aveva trattato con gentilezza, l’unica ad avergli fatto un complimento sincero.

 

Cap V

 

Il sole filtrava dalle finestre della scuola, Hermione si svegliò e le ci volle qualche secondo per rendersi conto di dove fosse e di cosa le era successo, poi sentendo un profumo che le era familiare si ricordò.

“Lucius é stato qui stanotte, ha vegliato il mio sonno, ha controllato che non mi accadesse nulla!”, in quel momento sentì bussare.

“Hermione sei sveglia, posso entrare?”, domandò prima di aprire.

“Si, certo, entra pure!”, rispose lei con la sua solita voce dolce e leggera. Aveva una gran voglia di vederlo.

Lucius entrò quasi in punta di piedi, per non far rumore..

“Hai dormito bene? Ti ricordi, vero, quello che é successo ieri?”, domandò, timoroso, per paura che lei lo potesse respingere di nuovo.

“Si, mi ricordo molto bene, Silente mi ha fatto un grande regalo affidandomi a te, non potrei sentirmi in mani più sicure!”, disse prendendogli le mani fra le sue.

“Posso farti una domanda, Lucius?”
“Certo che puoi!”

“Perché tu passi tanto tempo con me e non con tua moglie e tuo figlio?”

Lui si rabbuiò e divenne cupo, cosicché lei pensò di aver commesso un terribile sbaglio ponendo quella domanda.

Ad un certo punto, la guardò dritto negli occhi e disse tutto d’un fiato: “Voldemort!”, poi proseguì, “lui mi ha allontanato da loro, convincendoli che sono uno stupido e un debole, un inetto!”

Hermione si accorse che lui stava tremando e lo rassicurò.

” No, tu non sei nulla di tutto questo e loro, se lo pensano, non hanno capito nulla! Non ti meritano, lasciali perdere”, continuò a tenergli le mani fra le sue e ad un certo punto le avvicinò al suo cuore. In quel momento furono così vicini che le loro labbra poterono sfiorarsi.

Si allontanarono fulmineamente, rendendosi conto di ciò che stava per succedere.

“Hermione non posso! Sei così giovane, rischio di farti del male, di farti soffrire!”

“No, Lucius non te ne andare, sono perfettamente cosciente di ciò che voglio e quello che voglio é che tu resti qui con me adesso!”, rispose decisa.

Lui si avvicinò di nuovo e ancora si trovarono sul punto di baciarsi.

“Io voglio che resti con me!”, disse lei con gli occhi lucidi.

Stava per risponderle, ma fu trascinato fuori contro la sua volontà, da una forza che non era in grado di contrastare.

“Portami Hermione! La voglio qua subito!”
“No, non lo farò!”
“Tu osi ribellarti a me? Ucciderò te e anche lei!”

“Uccidi pure me, ma lei non permetterò che tu la tocchi!”, rispose con tutta la rabbia che aveva dentro, accumulata da troppo tempo.

Draco e Narcissa rimasero lì, ammutoliti da quella reazione che per così tanto tempo avevano atteso e che ora era venuta fuori, ma non per merito loro.

Hermione nel frattempo lo aveva seguito ed era arrivata nella sala dove si trovavano tutti.

Lucius la vide e la pregò di tornare indietro.

“No, io resto qua, non gli permetterò di farti del male!”

“Ma bene!”, disse il signore oscuro divertito, “adesso ti fai difendere da una ragazzina? Sei più stupido di quanto pensassi!”, gli puntò addosso la bacchetta e gli gettò una scarica che lo fece cadere a terra svenuto.

Hermione si avvicinò a lui e si rese conto di dover fare qualcosa subito, altrimenti lo avrebbe perso e non doveva succedere, non adesso che aveva capito di amarlo.

“Voldemort, tu lo hai ucciso e io ora ucciderò te!”, disse mentendo, mentre stava per puntare la sua bacchetta, anche Draco e Narcissa si avvicinarono a lei e puntarono la loro.

“Distruggiamolo insieme, con la forza delle nostre tre bacchette unite ce la possiamo fare!”, esclamò Narcissa, prendendo la mano di Hermione da un lato e quella di suo figlio dall’altra.

“Ma cosa credete di poter fare voi tre!”, rispose Voldemort ridendo.

“Non siete nulla in confronto a me e ora ve ne accorgerete!”, fece partire la scarica dalla sua bacchetta, ma prima che se ne rendesse conto, la forza unita delle tre liberò un tale raggio che lo dissolse. L’unica cosa che risuonò nell’aria fu il suo “maledetti!!”, poi svanì.

Hermione si precipitò vicino a Lucius e così anche Draco e Narcissa.

“Puoi salvarlo Hermione?”

“Spero di si, spero solo che non sia tardi!”

Prese una pozione dalla sua borsa e con l’aiuto degli altri due gliela fece bere, trascorsero alcuni minuti, ma visto che Lucius non si svegliava, Hermione iniziò a scuoterlo.

“Lucius! Lucius! Forza svegliati, apri gli occhi! E’ finita, Voldemort é svanito. Non lasciarmi sola! Io ti amo dannato Serpeverde! Ti amo!”
Non finì la frase, lui la prese improvvisamente fra le braccia e la baciò, così intensamente da farle mancare il respiro.

“Anche io ti amo dannata Grifondoro! Ti amo! Giuro che non ti lascio più!”

Draco e Narcissa rimasero stupiti da quella reazione, ma poi si misero a ridere.

“Diamine, ce ne hai messo di tempo per svegliarti!”, gli disse a quel punto la ragazza.

“Eh si, mi aveva dato una bella scossa! Ma come hai fatto?”

Hermione sorrise.

“Ti ricordi la pozione proibita? Beh serviva proprio a questo e sono felice di averla usata per salvare te!”

“Amore mio, non mi ha salvato la tua pozione, ma tu! La tua dolcezza, la gentilezza con cui mi hai trattato, mi hanno fatto tornare quello che realmente sono!”
“E cosa sei?”

Lucius la prese in braccio e la fece volteggiare.

“Sono un uomo che ti ama più della sua stessa vita e che non ti lascerà mai più se tu lo vorrai!”

“Certo che lo voglio! Lo voglio con tutto il mio cuore, Lucius!”

 

Epilogo

 

Il matrimonio con Narcissa era finito da tanto tempo ormai ed entrambi lo sapevano, quindi chiesero a Silente di poter sciogliere la loro unione. Il mago fu d’accordo e felice di celebrarne un altra, poco dopo, per amore. Quella fra Lucius Malfoy ed Hermione Granger che da quel giorno non si lasciarono veramente più.

Silente lo sapeva…

Silente sapeva sempre tutto prima degli altri!

 

 

 

NOTA: liberamente ispirato.

 

Simona del Buono