Hai già scelto il mio nome?

Hai già scelto il mio nome?

Ecco un altro bell’argomento, amici della pagina, su cui dobbiamo perdere il giusto tempo:
SCEGLIERE IL NOME DEI PROTAGONISTI DELLE STORIE CHE SCRIVIAMO
Vi assicuro che é tutt’altro che facile perché non possiamo sparare così a caso come ci viene.
Anche per scegliere i nomi bisogna seguire, in linea di massima, un po’ di regoline o comunque tenere conto di certe cose, per esempio:

– La regione da cui proviene il protagonista o i protagonisti se sono più di uno, esempio: se il protagonista ha origini del sud sarà più verosimile dargli un nome come Antonio o Antonino oppure Santi o Saro o Rocco, Vincenzo o Salvo (ovviamente sono solo suggerimenti, poi uno puo’ chiamarlo anche Annibale o John), per il femminile: Lucia, Anna, Cecilia o Teresa (sono solo alcuni)

-La nazionalità: Se il protagonista ha origini americane vi potete sbizzarrire: John, Jack, Alan, Adam, per le ragazze: Lucy, Belinda, Alyssa

– Il perido storico: se il vostro protagonista o i vostri protagonisti vivono la storia del passato in europa é molto probabile che possano avere più di un nome e che questi nomi derivino dal latino, se invece la storia é ambientata in america intorno all’ottocento, nei paesi di frontiera dove si trovavano comunità di Amish, sarebbe meglio usare nomi provenienti dalla Bibbia.

Insomma, per farla breve, scegliere il nome di un protagonista forse vi farà tribolare un po’, ma non arrendetevi finché non sarete sicuri al 100% che avete scelto il nome giusto, siate pronti a cambiarlo anche il giorno prima di mettere la parola fine, altrimenti dopo sarà peggio!

Ora lo sai, volevi fare la scrittrice!

Ora lo sai, volevi fare la scrittrice!

Capita che un giorno ti svegli e ti accorgi che le età migliori sono alle tue spalle, ma non le hai perse, ti sono dentro, fanno di te ciò che sei adesso. Ripensi a tante cose e sai, che nonostante tutto, hai immagazzinato esperienze, rallegrandoti per quelle positive, piangendo o arrabbiandoti per quelle negative, ma consapevole che sono soprattutto quelle amare ad insegnarti di più.

Tutto ciò che avevi creduto vero e non lo era, ciò che scambiavi per amore, ma si rivelava sempre solo un pallido surrogato.

Ti ritrovi con un foglio per le mani, in quel giorno che piove a dirotto, e vedi le gocce rigarti le finestre e non puoi fare niente fino a domani, così prendi quella penna e scrivi, senza ragionare i tuoi pensieri cominciano a volare.

Non é la tua vita, ma una storia inventata e di dove l’hai uscita non lo sai nemmeno te, ma continui perché vuoi capire. Vuoi scoprire dove ti porterà, in quale mondo e in quale tempo! 

Hai inventato nomi che non conoscevi, luoghi che non hai mai visto, amori che non hai vissuti tu e ora vorresti smettere ma non ce la fai, vorresti alzarti da quella dannata sedia ma le non te lo permette.

Rimani lì ad osservare quel foglio, che non é più uno o due o tre, ma sono diventati almeno cento.

Quel qualcosa ha preso vita e ora é li di fronte a te a chiederti di finirlo, ma tu inizi ad esitare, non sai nemmeno cosa sia, come lo devi chiamare.

Lo guardi e poi capisci che é sempre stato dentro di te, bastava solo avere il coraggio, di affrontare con una penna il primo foglio!

Ciò che sognavi si avvera e ora hai iniziato, la strada é lunga quindi prendi abbastanza fiato, non sai se avrai un traguardo da vincitrice, ma per adesso non importa perche sei sicura:

VOLEVI FARE LA SCRITTRICE!

 

 

Piuttosto… che sbagliare lo studio di nuovo!

Piuttosto… che sbagliare lo studio di nuovo!

La lingua italiana non é di così facile apprendimento, ci sono molte regole. Logica, grammatica, sintassi… C’é veramente l’imbarazzo della scelta, senza contare poi i vari tempi dei verbi, le coniugazioni: passato, presente, imperfetto, futuro e congiutivo.

C’é da dire che se si pensa all’inglese, ci si può consolare vedendo che le regole sono molte molte meno.

Al giorno d’oggi poi ci si é messo anche lo “slang” a complicare tutto. Cos’é lo “slang”? Nulla di eccezionale é solo il modo di parlare nella vita quotidiana ed é proprio qui che si fanno gli errori più comuni, errori che poi però vengono purtroppo trasferiti anche nello scritto.

Dei vari congiutivi sbagliati ne é stato detto e ridetto fino alla noia, poi ci si sono messi pure alcuni film famosi a farceli sbagliare anche per scherzo. Chi non ricorda il famoso: “MI FACCI IL PIACERE!” oppure “VENGHI QUI!, tratti dai celeberrimi “FANTOZZI”

Vi siete accorti che sono già entrata nell’argomento dell’articolo? No? Ok allora facciamo un rewind veloce: cosa ho scritto io prima? “Mi facci il piacere” OPPURE “venghi qui”

Avete capito ora? ho usato OPPURE  e non PIUTTOSTO CHE, questo é il nocciolo dell’articolo, l’uso corretto di PIUTTOSTO.

Nello slang da un bel po’ di tempo ormai, mi sono accorta che le persone lo usano in un ambito sbagliato, ad esempio come loc. cong. disgiuntiva, col sign. di “o”, “oppure”: si sente dire “leggo romanzi, p. che racconti”, nel senso di “leggo romanzi oppure racconti” (indifferentemente gli uni o gli altri). Si tratta però di un uso ambiguo e improprio: una frase come la precedente infatti si presta a essere interpretata in tutt’altro modo: “leggo romanzi, anziché racconti” (cioè preferisco i romanzi ai racconti)

Un altro caso é questo: Al mercato potete trovare ogni tipo di verdura: pomodori piuttosto che (= oltre che) peperoni, piuttosto che melanzane

Questo é altrettanto sbagliato o comunque scorretto e lo si può controllare su qualsiasi dizionario della lingua italiana.

Va bene, a volte, inserire nel parlato tanti termini nuovi, magari anche di provenienza straniera (francesismi, ingelsismi ecc ecc), va bene anche l’uso di nuovi termini derivati dalla tecnologia: downlodare, taggare, twittare ecc ecc

MA PER FAVORE NON SCORDIAMOCI L’USO CORRETTO DELLA NOSTRA LINGUA!!!