Cari amici e followers del blog, questa specie di sceneggiatura/soggetto/racconto/fanfiction (dategli voi un nome se ci riuscite), l’ho scritto qualcosa come 15 anni fa, forse qualcuno in più che in meno. Ho deciso di postarlo così, ovviamente togliendo refusi ed imperfezioni, ma lasciandogli questa forma indefinita.

L’EREDE DI ALPHA

Diario della base, 3000 giorni dall’abbandono dell’orbita terrestre.

Registrazione della dottoressa Helen Russell.  La situazione su Alpha  è piuttosto tranquilla e quindi tutti si stanno rilassando e dedicando ai propri passatempi preferiti.

Non è difficile immaginare quale sia il passatempo preferito dal capo della sicurezza Verdeschi, beh, ovviamente, cercare di produrre una birra che sia “adatta al consumo umano”.

 

-MAYA E TONY VERDESCHI

“Maya guarda qua, questa non è birra, è ambra pura! “Dai assaggiala, per favore, ti assicuro che questa è la migliore che abbia mai prodotto!”

“Mio caro Tony, mi dispiace ma non posso farlo.”

“E perché mai?”

 “Semplice, perché se succede qualcosa di nuovo su Alpha ho bisogno delle mie facoltà mentali di psyconiana per essere di aiuto, se bevessi i tuoi intrugli sono convinta che non le avrei più!” “Dai andiamo in sala comandi, così penserai ad altro!”

 

– ALAN CARTER E JOHN KOENIG

“Alan, sono Konig, puoi prepararmi un’aquila, sto andando agli hangar, voglio fare un giro di ricognizione.”

“Ok, vuoi che venga con te, o che avverta Maya?”

“No Alan, non serve, è solamente un giro di ricognizione, dì a Tony che resti in sala comandi fino al mio ritorno.”

“Ok, ”

 

– TONY VERDESCHI,  ALAN CARTER, JOHN KOENIG E MAYA

 “Tony, sono Alan, dove sei?”

” Sono vicino alla sala comandi, cosa c’è?”  

“John è andato con un aquila in ricognizione, mi ha detto che devi rimanere in sala comandi fino al suo ritorno, non ha voluto nessuno con se.”

“Va bene.”

“Aquila uno a sala comandi!”

“John, c’è qualche problema?”

“No, ma vorrei che Maya analizzasse questi dati dal computer della base.”

“Va bene comandante, tra poco potrò dirti qualcosa.”

“Resto in attesa,”

“Non so cosa abbia rilevato aquila uno, ma i sensori non evidenziano nulla di strano” – pensò fra se.

“Tony, c’è un avaria improvvisa ai motori di aquila uno, il comandante deve tornare subito alla base!”

“Aquila uno, aquila uno! John rispondi, devi tornare subito su Alpha!”

“Non posso Tony, sono in avaria, i comandi non funzionano!”

“Alan, non puoi pilotare l’aquila con i comandi a distanza?”

“No, purtroppo non rispondono, bisogna andarlo a prendere, vado io. Hangar preparate un’aquila di soccorso!”

“Alan, tu resta qua, vado io, dì ad Helen di venire agli hangar.”

“John, sono Alan, Tony sta venendo a prenderti. John, mi senti, rispondi, Sandra prova ancora a contattarlo, non smettere fino a che non ti ha risposto!”

“Alpha ad aquila uno, Alpha ad aquila uno, comandante Konig risponda! Alpha ad aquila uno, Alpha ad aquila uno!”

“Aquila uno a base Alpha rispondete, vi prego. Konig ad Alpha! Maya, Tony, rispondete! Tutti i comandi sono in avaria, non so cosa possa averla causata.”

“Tony, decolla alla svelta, aquila uno non risponde, io raggiungo Helen agli hangar.”

Improvvisamente un botto tremendo!

“Alan, Alan, sono Sandra, torna subito in sala, è successa una cosa terribile!”

“Tony, hai già decollato?”

“No Alan, ma stavo per farlo, cosa c’è?”

“Sandra mi ha richiamato, non so cosa è successo, vado a vedere.”

“Ok, poi riferiscimi, io resto qui con Helen.”

Quando Alan entrò in sala vide sullo schermo quello che restava di aquila 1, il comandante non poteva essersi salvato da quella tremenda esplosione perché anche la cabina di pilotaggio era distrutta. Non credeva ai suoi occhi, il comandante John Robert Konig era morto durante uno stupido volo di ricognizione e loro non avevano potuto fare nulla per salvarlo.

 

-TONY VERDESCHI, ALAN CARTER, MAYA, HELEN RUSSELL

“Tony, devo darti una notizia terribile, vengo giù agli hangar, aspettami.”

“Maya, per favore vieni con me, a Tony servirà il tuo sostegno.

Mentre scendevano Alan pensava come avrebbe fatto, dove avrebbe trovato il coraggio di dire a Tony, ma soprattutto ad Helen, che il comandante era…   No, quella parola non solo non poteva dirla, ma non riusciva nemmeno a pensarla.

“Per favore Maya, diglielo tu, io non ci riesco.

“Alan, cosa deve dirci Maya?”

Tony ed Helen li avevano raggiunti, ma lui non se ne era accorto.

“Tony Helen, purtroppo aquila uno è..”

“No!!!!!!!!

“Maya cosa stai dicendo, non può essere vero, non è possibile!”

“Mi dispiace Tony, so quanto eri amico del comandante, non mi sembra vero che possa essere successo. Helen, vuoi che ti accompagno al tuo alloggio?”

“No, vorrei rimanere sola, vi prego.”

 

-TONY VERDESCHI E ALAN CARTER

“Alan, cosa pensi che dobbiamo fare?”

“Tony, questo spetta a te deciderlo, ora sei tu il comandante di Alpha.”

“Potresti diventarlo anche tu se vuoi.”

“No, spetta a te, sei il secondo in comando dopo John, lui vorrebbe te e anch’io voglio te come comandante.”

“Grazie.”

“Ora però lo dovremmo comunicare a tutta la base!”

“Si dobbiamo, ma fallo tu per favore!”, gli chiese Tony , che in quel momento proprio non se la sentiva di parlare.

Alan accese l’altoparlante:” Attenzione, a tutte le sezioni di Alpha, per favore sospendete momentaneamente quello che stavate facendo, quella che devo darvi è una notizia che non avrei mai voluto dare.: purtroppo aquila uno è esplosa in volo, il pilota che è morto nell’esplosione era il comandante John Konig.”

“Attenzione voi di Alpha, vi parla Alan Carter, spero che sarete d’accordo con me nel riconoscere il capo della sicurezza e secondo in comando, Tony Verdeschi, come nuovo comandante della base.”

“Si, Alan siamo tutti d’accordo.”

“Tony, ora Alpha dipende da te, so che la guiderai bene tanto quanto John.”

“Grazie.”

TONY VERDESCHI E MAYA

“Maya ti prego vieni con me, non mi va di restare solo.”

“Va bene.”

“Io non so se sono veramente in grado di …

John non era solo un comandante per me, forse era meglio che Alan prendesse il comando.”

“Non posso credere che tu dica questo sul serio, non esiste nessuno che potrebbe guidarci meglio di te, John sarà più tranquillo sapendoti alla guida di Alpha, ti ha sempre stimato e ti voleva bene, lo deluderesti non accettando questo compito.”

“Maya, vorrei che tu sapessi quanto conti per me, io non ce la farei mai senza il tuo sostegno.”

“Lo so Tony, anche per me è così.”

Dalla prima volta che l’aveva vista, dopo essere stata salvata dall’esplosione del pianeta Psycon, Maya gli era entrata nel cuore, piano piano si era innamorato di lei e sapeva di non esserle indifferente, anche se qualche volta, vedendola insieme al comandante Konig aveva provato una sorta di gelosia.

Tony aveva un carattere particolare, allegro, scanzonato, ma tutta la Base sapeva di poter contare su di lui.

 

– MAYA ED HELEN RUSSELL

“Dott: Russell sono Maya mi puoi aprire per favore? Mi piacerebbe parlare un po’ con te, sempre che tu lo voglia.”

“Certo che mi fa piacere, è difficile per me pensare alla Base Lunare senza John, oh, lo so quanto vale il tuo Tony, ma ho un grande vuoto nel cuore.”

“Ti capisco, l’unica cosa che posso fare è…

“No Maya, ti prego non lo fare, per me sarebbe ancora più penoso poi …”

“Scusa, non volevo, non avevo intenzione di farti stare peggio”.

 

ALAN CARTER, MAYA E TONY VERDESCHI

“Dobbiamo scoprire perché aquila uno è esplosa vado a recuperare quanto è rimasto, ci sarà qualcosa che ci può far capire quello che è successo a John, perché non abbiamo fatto in tempo

a tirarlo fuori di là! Non avrò pace finché non l’avrò scoperto.”

“Ok, ma stai attento, dopo il comandante non voglio perdere anche il miglior pilota e miglior amico che ho.”

“Non preoccuparti, ho intenzione di tornare, poi la fuori non c’è niente che può uccidere di più di quella che ti ostini a chiamare birra!”

“Vai!! Altrimenti ti ucciderò io se non la finisci!!”

“Ultima cosa, poi me ne vado, puoi dire a Maya di aiutarmi ad analizzare quello che riporterò indietro di aquila uno?”

“Ok, ma ora sparisci!!!”

“Cosa devo fare per Alan?”

“Oh guarda, lupus in fabula!”

“Hai detto lupo? eccoti servito!”

Maya si trasformò in uno splendido lupo delle foreste, con la sua capacità di trasformazione molecolare.

“Per favore vorresti cercare di prendermi un po’ meno alla lettera?”

“Hai ragione, scusami.”

“No, non è solo colpa tua, John è appena morto e noi ci stiamo comportando come dei bambini, non è giusto! A volte mi chiedo quanto dovremo restare ancora su questa stupida base, se almeno potessimo trovare un pianeta abitabile, dove poter ricominciare, anche per Helen sarebbe più facile dimenticare quello che è successo. Non avrei dovuto permettere che andasse da solo, che razza di capo della sicurezza sono, ho lasciato che il nostro comandante… avrei dovuto andare con lui, forse ora….”

“E bravo! Così avrei perso anche te, non è stata colpa tua, forse doveva semplicemente succedere. Tu sei un buon comandante e questo John lo sapeva, altrimenti non ti avrebbe voluto con se nelle missioni più difficili. Ricordi quando siete finiti a cinque anni luce da Alpha? Se siete ritornati è anche merito tuo, e quando Helen aveva bisogno del tyranium?, se non ti fossi preso la responsabilità di darglielo Michelle Osgood non ce l’avrebbe fatta, quindi non devi torturarti.”

 

-TONY VERDESCHI, MAYA, ALAN CARTER

“Tony, Maya, venite giù, vorrei che vedeste quello che ho recuperato da aquila 1, purtroppo però sono solo pezzi dell’aquila.”

“Arriviamo.”

“Non riesco proprio a capire cosa sia successo, questi resti non mostrano nulla di strano, sarei quasi portata a pensare che ci possa essere stato un errore umano, ma trattandosi del comandante Konig anche questa ipotesi è da scartare, è sempre stato un eccellente pilota.”

E se fosse stato attaccato da una forza aliena?”

“Aspetta, pensi davvero che possa essere stato attaccato da qualcuno?”

“Potrebbe essere, qualcuno con un mezzo così potente da potersi celare nello spazio e attaccare prima che John se ne potesse accorgere.”

“Alan, forse siamo sulla strada giusta, ora dobbiamo pensare a chi potrebbe essere, tu continua ad analizzare questi resti, vedi se riesci a trovare qualcosa che avvalori la nostra teoria, Maya ed io andiamo al centro medico.”

“Tony, cosa hai intenzione di dire ad Helen?”

“Veramente non lo so, Maya.

Comunque, qualsiasi cosa possa chiederle non sono sicuro che riuscirò a farlo senza rischiare di farla soffrire di più.”

“Tony, non dirle niente per stasera, perdere John è già stato un dolore abbastanza forte, anche perché, anche tu lo sai, non era solamente il comandante per lei.”

“Ok, hai ragione, non le dirò nulla.”

In quel momento Helen uscì dal centro medico.

“Cosa mi volevi dire Tony?”

“Niente, solamente….Buonanotte”

“Buonanotte Tony e anche a te Maya.”

CAPITOLO  2

Diario della Base, 3005 giorni dall’abbandono dell’orbita terrestre. Registrazione della dottoressa Helen Russell. La mancanza di John si fa sentire, anche se gli altri fanno di tutto per non lasciarmi sola, in particolare Alan.  John ed io lo conosciamo da tanto tempo, fa parte della famiglia, così come Tony.

Ora mi sono rimasti solo loro due e Maya.

Spero proprio che fra lei e Tony…., si amano più di quanto non se ne rendano conto loro stessi

 

– HELEN RUSSELL E TONY VERDESCHI

“Helen, posso entrare?”

“Certo Tony, entra pure.”

“Volevo sapere come stai, lo so che è una domanda stupida, ma…”

“Non preoccuparti, capisco quello che vuoi dire, è vero, lui mi manca terribilmente, ma cerco di andare avanti, dopotutto sono il medico capo della base, ho il dovere di stare bene, per il resto, col tempo passerà. Penso che sarebbe lo stesso per te se dovessi stare senza Maya.”

“No, Helen, non credo che avrei la tua stessa forza, Maya è tutto per per me, lei è….”

“E’ fantastica Tony”

“Non riuscirei a stare senza, ma purtroppo…”

“Tony non dire così, quello che provi per lei è grande quanto quello che prova lei per te, di questo ne sono certa, ma sembra che tutti e due abbiate paura di dirvelo. Dovete lasciarvi andare, altrimenti vi perderete.

“Ti ringrazio Helen e scusami se non sono stato di molto aiuto, in realtà sei stata tu ad aiutare me.”

“Ne sono felice.”

 

-SALA COMANDI

“Tony, sono Sandra, per favore vieni in sala comandi.”

“Arrivo:”

Base Lunare Alpha, Base Lunare Alpha, vi prego rispondete.

Base Lunare Alpha, chiedo il permesso di planare, per favore rispondete.”

“Forse dovresti rispondergli Tony!”

“Già, forse!! Qui Base Lunare Alpha, ”

“C’è’ Alan?”

“Si, ma tu chi sei?

“E’ passato un bel po’ di tempo, ma pensavo mi avresti riconosciuto!!! Stabilisci un contatto visivo e così capirai!”

“Sandra, dai per favore…”

“Ok.”

Quella visita proprio non se la aspettavano!!

Nel frattempo anche Alan era tornato alla postazione in sala comandi, proprio un attimo prima che….

“Etrec!!!! Non posso crederci, sei proprio tu!!

“Dai, sbrigati a planare, ti aspetto giù agli hangar.

“Helen puoi venire giù con me per favore?”

“Perché Alan, c’è qualche emergenza?”

“No, ma c’è una persona che credo ti farà molto piacere rivedere”

“Non vuoi proprio dirmi chi è?”

“Mi dispiace è una sorpresa!!

“Va bene, sto arrivando”

Quando furono agli hangar Etrec era già uscito dalla sua navetta, naturalmente era trascorso un bel po’ di tempo da quando la dottoressa Russell lo aveva guarito dalla malattia omicida rendendolo di nuovo un portatore di pace. Ora, però lui era cresciuto ed aveva manifestato il desiderio di tornare su Alpha, forse perché dopo aver perso anche suo padre Pask, proprio a causa di quella stessa malattia omicida, non gli era rimasto nessuno della sua famiglia vera.

Fino dall’inizio Alan gli si era dimostrato amico, quasi un fratello maggiore.

 

-HELEN RUSSELL, ALAN CARTER, TONY VERDESCHI, MAYA  ED ETREC

“Etrec!!!!

“Salve dottoressa Russell, come va? Alan, ho riportato una cosa con me, quel pallone che mi regalasti quando ancora mi chiamavi “coniglietto”.

“Ma per me sei ancora un coniglietto!”

“Beh no, ora sono un po’ troppo cresciuto per chiamarmi ancora in quel modo.”

“Ok, e come vorresti che ti chiamassi allora?”

“Collega, visto che avrei intenzione di diventare anch’io un alphano, sempre che voi tutti siate d’accordo, a me piacerebbe far parte dei piloti delle aquile.”

“Etrec, per me è ok, però dobbiamo chiedere l’autorizzazione finale al comandante della base.”

Nel frattempo anche Tony e Maya erano arrivati giù insieme agli altri.

“Dove si trova il comandante Konig, devo chiedere a lui l’autorizzazione per rimanere:”

In quel momento Tony si fece avanti, toccava a lui spiegargli perché Konig non c’era e non ci sarebbe stato mai più

“Vedi, il comandante Konig….purtroppo ha avuto un incidente con un aquila, nel quale però ha perso la vita, questo è successo pochi giorni fa, ancora dobbiamo scoprire quale sia stata la causa di quell’incidente, perciò se tu vuoi darci una mano…”

“Vuoi dire che posso restare?”

“Certo che puoi restare, anzi devi. Sai, abbiamo bisogno di nuovi piloti, magari per le prime missioni affiancherai Alan e poi sono sicuro che camminerai benissimo con le tue gambe!”

“Dott. Helen…io..”

“No Etrec, chiamami solo Helen, adesso sei parte di noi anche tu e con mio immenso piacere.”

“Grazie, tutto quello che potrò’ fare per aiutarvi a capire cosa ha provocato lo scoppio di aquila uno io lo faro’.”

 

 

CAPITOLO  3

Base lunare Alpha 3010 giorni dall’abbandono dell’orbita terrestre, registrazione della Dott. Helen Russell. Sono passati cinque giorni dall’ultima registrazione e tutta Alpha sta lavorando per cercare di capire le cause di quel maledetto incidente, ma ancora non siamo arrivati a nessuna conclusione valida, John mi manca da morire anche se gli altri fanno di tutto per cercare di farmi dimenticare in fretta. In particolare il capo dei piloti, Alan Carter, e’ sempre premuroso nei miei confronti, cerca di farmi ridere, scherzare, per impedirmi di pensare alla solitudine che ho nel cuore in questo momento. Se non avessi lui non so dove sarei adesso!!

 

-ALAN CARTER E TONY VERDESCHI

“Tony, sono Alan, posso entrare un momento?”

“Sicuro che puoi Alan, che domande fai?”

“Grazie, avrei bisogno di parlare un attimo di una cosa che mi sta accadendo in questi giorni e che, credimi, mi sta confondendo veramente tanto.”

“Dimmi Alan, vuoi per caso un po’ della mia nuova birra per schiarirti le idee, prendine un po’ vedrai che dopo, tutto ti sembrerà’ inaspettatamente più’ facile.”

“Ma si, fammela sentire!”

“(caspita deve sentirsi proprio uno schifo, se e’ arrivato ad accettare di bere la mia birra!!!)”

“Complimenti Tony, questa volta hai fatto centro, e’ veramente buona!!!

“(Oddio!!! ha detto pure che e’ buona, mi sa che mi devo preoccupare!!!)

“Allora.., oddio, e’ cosi’ difficile da dire che… non so nemmeno da dove cominciare…”

“Beh, potresti cominciare intanto dicendomi di chi si tratta, perché immagino si tratti di un problema personale e non tecnico… o sbaglio!!!”

“Non sbagli, anzi hai centrato in pieno, riguarda me e…..Helen.”

“Te ed Helen, in che senso, cosa stai combinando vecchio mio?!”

“Vedi, da quando è successo quel terribile incidente io le sono stato molto vicino per cercare di aiutarla a superare questo momento e…..”

“E…cosa?”

“Ho paura di essermi innamorato di lei!”

“Andiamo, Alan!!! Dai bevi un altro po’ di birra che mi sa prima non ti ha aiutato un granché.”

“Sto parlando sul serio Tony, anche  prima, quando c’era ancora John, io mi sentivo molto vicino alla dottoressa Russell, ma sapevo cosa c’era fra loro e mi sono sempre tenuto a distanza, cercando di nascondere i miei pensieri, ma ora, che lui non c’è più…insomma Tony, io la amo e profondamente anche, ma ho paura che questo possa rovinare tutto.”

“Infatti, ti devi limitare un po’, allontanati per qualche tempo da lei, fai chiarezza nei tuoi sentimenti e vedi che succede, poi se non sarà cambiato niente potrai provare a dirglielo ma prima devi farla respirare un attimo, farle metabolizzare la perdita altrimenti potrebbe pensare che tu voglia sostituire il comandante Konig”.

 

-TONY VERDESCHI, MAYA E ALAN CARTER

“Tony!  Tony!”

“Che c’è Maya, é successo qualcosa?”

“No ma vorrei venissi giù in sala comandi”

“C’è’ anche Alan qui con me, vuoi…”

“Sì, sì fa venire anche lui.”

Da che era esplosa, l’aquila di Konig, ancora non erano riusciti a capire il motivo, se poteva essere un errore umano oppure una minaccia aliena e sinceramente questo li preoccupava molto, ma forse Maya aveva trovato davvero qualcosa.

Tony e Alan si precipitarono in sala comandi.

“Maya su non tenerci sulle spine, dicci cosa hai scoperto.”

“Ok, stavo analizzando i resti della cabina di pilotaggio e ho scoperto una registrazione.”

“Hai già sentito di cosa si tratta?”

“No Alan ho preferito aspettare voi.”

“Hai per caso chiamato anche Helen?”

“No, volevo farlo ma poi ho rinunciato, non volevo rischiare di farla soffrire inutilmente, non se lo merita.”

“Hai fatto benissimo, dai allora sentiamo questa registrazione.”

“Aquila uno, parla il comandante John Robert Konig……”

“Hei ma.. é John! Com’è’ riuscito ad avere il tempo di fare questa registrazione? Gli strumenti erano in avaria quasi da subito e poi é… esploso!”

“Non so spiegarmelo Tony, ma andiamo avanti anche se é molto disturbata.”

Maya fece ripartire la registrazione che aveva qualche interruzione e quindi qualche parola dovettero cercare di intuirla.

“Registro questo messaggio prima di partire per una missione senza……”

a questo punto la registrazione si interruppe poi ripartì.

“Tony, ti affido Alpha, so che tu la guiderai tanto bene quanto me, insieme a Maya, Alan, Sandra e alla dottoressa Russell siete una squadra formidabile e non sarei riuscito a salvare la base dopo l’allontanamento dall’orbita terrestre se non vi avessi avuto al mio fianco.

Helen lo so che soffri, ma passerà, troverai conforto in qualcuno che non ti immagini, ma io so che é già da tempo molto vicino a te.”

A questo punto Tony guardò Alan che era molto stupito dalle parole del comandante.

“Diavolo come faceva a saperlo!!” pensò Alan fra se.

A quel punto Helen spuntò dalla porta della sala comandi e chiese cosa stessero facendo.

Maya, che non voleva farle capire, per il momento, ancora nulla, cerco’ di cavarsela dicendo che aveva rilevato qualcosa la fuori strizzando l’occhio a Tony e ad Alan perché le reggessero il gioco.

 

-MAYA, HELEN RUSSELL, TONY VERDESCHI E ALAN CARTER

Helen come ti senti? Stai meglio?”

“Si grazie, ma cosa stavate facendo tu Tony e Alan, per caso avete scoperto qualcosa sullo scoppio di aquila uno?”

“Purtroppo no, erano solo dei dati confusi dai sensori, la fuori non c’è proprio nulla.”

“Non so, ci speravo, non so darmi pace, non riesco a capir il motivo di questa tragedia cosi’ stupida e inutile, non ci riesco ora. Forse quando avrò’ scoperto cosa é accaduto potrò cercare di ricominciare a vivere.”

“Vieni Helen ti riaccompagno al centro medico.”

“Grazie Alan.”

Quando i due furono usciti Tony e Maya si guardarono intensamente, non dissero una parola perché nei loro occhi c’era già’ tutto quello che volevano dire.

Uscirono dalla sala comandi lasciando a Sandra i controlli della base e si avviarono verso gli alloggi riprendendo il discorso riguardante la registrazione fatta dal comandante.

“Maya hai fatto bene a non rivelare nulla ad Helen, questo nastro presenta ancora tante incognite, troppe e voglio capirci qualcosa di più’ prima di farlo ascoltare a lei.”

nel frattempo erano arrivati davanti alla porta dell’alloggio di Tony e lui ne approfitto’ per……

“Hei perché non entri un attimo voglio farti assaggiare la mia ultima birra.”

“Il tuo ultimo intruglio vorrai dire!”

“Dai piantala di insultarmi e assaggiala,   anche Alan l’ha provata oggi prima che tu ci chiamassi e mi ha detto pure che era buona.”

“Ah! Ecco perché era cosi strano!”

“Ma vuoi essere seria per una volta?”

“Va bene scusami Tony, a volte esagero troppo, perché era da te Alan oggi pomeriggio?”

“Beh…in teoria non te lo potrei dire, tradirei la sua fiducia perché’ mi ha fatto giurare di non dirlo a nessuno per ora.”

“Va bene, me lo dirai quando potrai, buonanotte Tony, ah… a proposito, questa tua ultima birra é molto buona, detto ciò si avvicinò a lui e gli stampo’ un bacio sulla guancia, ma Tony la strinse a se e iniziò a baciarla con passione.

CAPITOLO  4

Tony sapeva di non aver mai amato nessun’altra donna cosi profondamente come amava lei, Maya era unica nel suo genere, non solo perché era l’ultima della sua specie, ma per il suo modo di fare e proprio per questo ne era anche

terribilmente geloso.

“Tony adesso devo proprio andare.”

“Ti prego resta con me stanotte, non lasciarmi solo.”

“Tony non posso, non ancora.”

“Ok, come vuoi, a domani Maya.”

Maya se ne andò verso il suo alloggio, avrebbe voluto restare con lui, ma quello non era il momento, lo amava tanto quanto la amava lui anche se esplicitamente non se lo erano mai detto.

Quelle due volte che aveva rischiato di perderlo aveva creduto di impazzire senza di lui ed e’ per questo che adesso riusciva a capire cosi bene la dottoressa Helen.

Maya era certa dei suoi sentimenti verso Tony ed era certa che avrebbe trascorso con lui tutto il resto della loro vita ovunque si fossero trovati, questa decisione di non rimanere con lui lo avrebbe fatto soffrire, pero’ l’indomani sarebbe riuscita a farsi perdonare con i suoi sorrisetti a cui lui non riusciva a resistere, in effetti Tony aveva provato più di una volta a tenerle il broncio dopo una discussione, ma la cosa non era mai arrivata a durare più di cinque minuti.

Entrò nell’alloggio e, dopo essersi buttata sul letto si addormentò profondamente.

Tony dal canto suo era rimasto si, un po’ amareggiato dal fatto che non fosse rimasta, ma decise di non farglielo pesare, si stese sul letto e si mise a ripensare a tutte missioni che aveva vissuto insieme al comandante, gli ritornò alla mente quella in cui erano stati spediti a cinque anni luce da Alpha ed era stato veramente un miracolo che fossero riusciti a ritornare, poi a quella in cui dovevano cercare la milgonite e la sua Maya era stata sempre continuamente insidiata da quel cow-boy da strapazzo, quell’episodio lo aveva reso particolarmente geloso di lei, Ripensò al bacio che le aveva dato poco prima di salutarla e si addormentò profondamente.

 

– TONY VERDESCHI E SANDRA BENES

Tony fu risvegliato bruscamente dal suono del suo minicom, era Sandra che lo chiamava dalla sala comandi.

“Tony puoi scendere per favore?”

“Certo Sandra, dammi solo cinque minuti e arrivo:”

Uscì velocemente dal suo alloggio e si diresse al centro comandi, in quel frattempo incontro’ Maya che era stata avvertita cosi come lui, ma per il momento non si dissero nulla.

 

-SALA COMANDI

la porta della sala comandi si aprì e loro entrarono simultaneamente, vicini ma distanti. Sandra li aveva chiamati perché aveva registrato un segnale che poi però si era bruscamente interrotto. In quello stesso momento, una voce….

“Vi ordino di arrendervi e di farmi planare immediatamente altrimenti sarete distrutti! Questo e’ il primo e ultimo avvertimento!”

Tony cercò di replicare, ma il segnale si era di nuovo volutamente interrotto, allora ordinò a Maya di intercettarne la provenienza a qualsiasi costo, voleva sapere chi era questo che senza nemmeno identificarsi gli aveva imposto un aut-aut cosi’ perentorio.

Maya interrogò tutti i suoi sensori uno a uno ripetutamente, ma niente, non c’era traccia, nemmeno una minima scia che poteva giustificare quella minaccia aliena, Tony era parecchio alterato come gli capitava ogni qualvolta che aveva a che fare con una cosa non identificata o identificabile.

“Vi avevo avvertito, non mi avete ascoltato, peggio per voi!”, mentre stava per riprendere Tony lo interruppe dicendo:

“Identificati, noi ti sentiamo ma non vediamo nulla e comunque non ci arrendiamo cosi facilmente senza lottare.”

La voce gli rispose:”Dovete arrendervi, vi do una sola possibilità per salvarvi senza venire distrutti!”

“E quale sarebbe questa possibilità?” Replico’ Tony sempre più’ nervoso.

“Dovete consegnarmi la psyconiana che avete con voi!” A quell’ultima frase Tony si arrabbio’ definitivamente, va bene la minaccia aliena, ma Maya no, non gliela dovevano toccare.

In quei momenti avrebbe voluto che ci fosse ancora Konig con lui, il comandante era più freddo e razionale nell’affrontare certe situazioni, lui invece era un italiano, un passionale e questo lo portava spesso ad agire prima di pensare anche se in più di un occasione questa sua impulsività si era rivelata provvidenziale.

Tutti su Alpha conoscevano bene il carattere del capo della sicurezza Anthony Dean Verdeschi, allegro scanzonato, giusto, irritabile, impulsivo, geniale e per questo motivo lo avevano sempre ritenuto il più degno sostituto del comandante stesso, ed essendo anche un ottimo pilota Konig lo aveva sempre voluto con se nelle missioni più’ importanti.

Adesso però era solo a decidere, e il destino di tutta Alpha dipendeva da lui, solo e unicamente da lui.

In quel momento il suo sguardo incrociò quello di Maya, “No!” pensò, non gliela dovevano portare via, non senza passare su di lui!

Purtroppo l’alieno non era di questo avviso, ci fu una luce accecante per qualche momento e poi… Maya non era più nella sala comandi, i contatti si erano di nuovo volutamente interrotti e di lei non c’era nessuna traccia in tutta Alpha.

CAPITOLO  5

Che cosa era successo, dove poteva essere finita, dove l’aveva portata quell’alieno senza volto e senza nome?

tutte queste domande balenavano senza risposta nella mente di Tony.

 

-TONY VERDESCHI, HELEN RUSSELL E ALAN CARTER + ETREC

“Alan fa preparare un’aquila d’attacco e aspettami agli Hangar.”

“Ok Tony, La ritroveremo, vedrai, non preoccuparti” aggiunse il capo dei piloti Alan Carter.

Alan chiamò la dottoressa Russell attraverso il minicom per dirle che lui e Tony stavano per partire con l’aquila due per cercare Maya e le chiese di scendere un attimo prima che decollassero.

“Alan aspettami sto arrivando, non decollate ancora”.

“Va bene Helen ti aspettiamo”.

Helena, come era solito chiamarla Konig quando erano soli, usci dalla sala medica e in pochi minuti raggiunse l’aquila due dove Tony e Alan stavano facendo gli ultimi controlli prima di decollare, a loro si era aggiunto anche l’ultimo arrivato, Etrec, che era alla sua prima missione di volo e quindi era visibilmente nervoso.

La dottoressa gli dette una pacca sulla spalla dicendogli che sarebbe andato tutto benissimo, doveva solo cercare di rilassarsi un pochino.

Alan a quel punto si affacciò dal portello dell’aquila e le rispose:” Non preoccuparti dottoressa, ci penso io a svezzare questo coniglietto!!!”

“Alan, per favore!! Non sono più un ragazzino!!” Carter gli rispose nel solito modo in cui tante volte Tony aveva risposto a lui: “ok PILOTA!!!”

“Alan voglio venire con voi, ti prego, Maya potrebbe aver bisogno di me”, disse la dottoressa Russell.

“E’ troppo pericoloso e poi qualcuno deve rimanere sulla base in nostra assenza, non so quanto staremo fuori.”

“Non  preoccuparti, Sandra e Yasko sapranno come mandare avanti la base e al centro medico c’è il dottor Mathias che è valido quanto me”.

“Va bene, hai vinto, sali che stiamo per decollare, aspettavamo solo l’ok dalla sala comandi”.

L’ok arrivò in pochi secondi e così l’aquila due decollò dalla base.

Tony era sempre visibilmente molto nervoso, si sentiva in colpa, proprio lui che avrebbe dovuto proteggerla da tutto, se l’era fatta rapire sotto al naso senza poter fare nulla per fermarla e adesso non si dava pace, si ripeteva fra se queste parole: “Se solo le torcono un capello se la vedranno con me!!!”

Helen lo senti perché evidentemente aveva detto quelle parole più a voce alta di quanto credeva e andando rassicurarlo.

“Tony, Maya è una ragazza piena di risorse, vedrai che in qualche modo anche se lontana, riuscirà a contattarci e così andremo a prenderla.”

“E’ colpa mia, non dovevo sfidarli, ma arrendermi!”

Helen gli rispose:

“No, Tony, non dovevi arrenderti per nessun motivo. John non l’avrebbe fatto, avrebbe agito così, come te. Non preoccuparti, la troveremo anche dovessimo girare dieci galassie!!”

“Grazie Helen, ma tu come fai ad esserne cosi’ sicura, sai qualcosa che noi non sappiamo?”

In quel momento una voce interruppe la loro conversazione.

“Tony, Tony!! Aiuto, Alpha, vi prego aiutatemi!

“Ehi ma, è Maya!”, disse Alan, “ma dov’è’?”

Maya ricominciò a chiamare, “Tony rispondimi per favore!”

Lui le rispose ancora incredulo ma strafelice di sentire la voce della sua amata.

“Maya dimmi dove sei, veniamo a prenderti.”

“Ok adesso vi mando le coordinate..”, si girò, ebbe un momento di esitazione poi riprese: “Oddio per favore fate in fretta stanno arrivando a prendermi!”

Alan inserì le coordinate nel navigatore di Aquila due, “Maya resisti, fra pochi minuti saremo da te!”

In quel momento la voce aliena li contattò di nuovo: “Anche se adesso sapete dove siamo è inutile che veniate, tanto quando sarete qua per la vostra psyconiana sarà troppo tardi!”

Tony non tollerava le minacce e ribattè: “Non provate a farle del male! Non toccatela nemmeno altrimenti io…!”

“Tu non farai proprio niente, noi le cancelleremo la memoria e dopo lei sarà poco piu’ che un vegetale, dopo di lei toccherà’ a tutti voi!

Cosi’ come abbiamo già fatto con tutti i popoli che abbiamo incontrato prima di voi! Ci chiamano I Cancellatori per questo!”

Intanto, molto molto lontano da quel luogo, in un’altra galassia, in un altro tempo, un uomo vagava senza memoria senza ricordi, solo su un pianeta, sopravvivendo con le risorse del pianeta stesso e…..poco altro.

 

​CAPITOLO  6

Alan avvertì  Tony che si trovavano alle coordinate lasciate da Maya, adesso dovevano solo andarla a prendere, ma per farlo bisognava entrare di nascosto nella nave nemica.

Maya li contattò e disse loro che avrebbe preso le sembianze di una delle guardie e gli avrebbe aperto l’hangar.

L’aquila attese il segnale poi si diresse verso la nave nemica.

Nel frattempo però, le altre guardie si erano accorte dell’imbroglio, catturarono di nuovo Maya e la portarono direttamente nella stanza della cancellazione, lei cercò di divincolarsi e di far capire agli altri dove la stavano portando.

Tony ed Helen seguirono a distanza, ma quando arrivarono il processo di cancellazione era già avviato, La ragazza era legata, polsi e caviglie, su una poltrona e stava in tutti i modi cercando anche con le sue doti mentali di resistere, purtroppo quel raggio cosi potente e diretto le faceva scoppiare la testa dal dolore.

Tony ingaggiò una lotta con le due guardie, allo stesso tempo, Helen era entrata ed aveva tramortito l’altra con una siringa transdermica carica di anestetico, Tony la raggiunse dopo aver messo anche le altre due fuori combattimento.

Spensero il raggio e liberarono Maya che si rifugiò fra le braccia del suo amato.

 

-TONY VERDESCHI, MAYA ED HELEN RUSSELL

In quel momento il minicom di Helen si attivò, era Carter che li chiamava dall’aquila, Helen rispose: “E’ tutto ok,  adesso dobbiamo ritornare da voi, dateci qualche minuto e….., “Tony sbrigati corri ci stanno alle costole, Maya ce la fai a correre, devi fare solo un piccolo sforzo, dai che ci siamo!”

Salirono a bordo e Aquila due ripartì prima che li potessero raggiungere, mentre erano a bordo Helen esaminò Maya per vedere qual era l’entità dei danni che aveva ricevuto da quel raggio cancellatore, ma per fortuna non c’era niente di grave o di permanente.

Maya cercò di nuovo il conforto del suo Tony che si avvicinò e la strinse forte a se e poi la baciò come mai prima di allora.

I Cancellatori contattarono di nuovo l’aquila, ma Verdeschi non li fece neanche parlare;

“Andatevene, lasciateci in pace!”,  ma dalla nave partirono due colpi diretti all’ aquila, Alan li evitò e a sua volta rispose al fuoco centrando il punto debole della nave aliena che venne completamente distrutta.

Mentre tornavano su Alpha, Tony, che non aveva capito bene come avesse fatto a contattarlo, chiese spiegazioni a Maya:

“Il tuo minicom era in terra quando sei sparita, come hai fatto a chiamarci?”

“Vedi, dipende tutto da una mini trasmittente che mi era stata impiantata dal dottor Mathias dopo essere stata rapita dai Dorconiani, non volevo che accadesse mai piu’ di ritrovarmi nello spazio da sola lontana da Alpha e…. da te, cosi….”

Tony rimase stranito.

“Helen tu non ne sapevi niente, vero?!”

“Beh, in effetti qualcosa avevo intuito, ma non avevo la certezza e così…. anche perché Maya aveva chiesto che non si parlasse di questa cosa e tu sai, io sono un medico e tra medico e paziente…..”

“Ok”, disse Tony a quel punto, “vi va di festeggiare con della buona birra genuina?!”

“NO!!!!!!!!!!!” risposero in coro tutti quanti.

“Ehi, ma che vi prende? Alan, Maya?, pochi giorni fa mi avete detto che era buona!”

“Io non mi ricordo!”, disse Alan con aria da presa in giro.

“A me hanno cancellato la memoria!!”, gli rispose Maya.

“Andate al diavolo! Ma la piantate di prendermi in giro una buona volta!!”

Scoppiarono tutti in una fragorosa risata.

“Aquila due ad Alpha Aquila due ad Alpha, chiediamo il permesso di planare.

“Permesso accordato, bentornati.”

 

CAPITOLO  7

Base lunare Alpha, 3020 giorni dall’abbandono dell’orbita terrestre, registrazione della dottoressa Helen Russell. Sono trascorsi alcuni giorni dall’ultima missione, adesso è di nuovo tutto tranquillo e gli Alphani ne approfittano per svagarsi un po nelle sale ricreative. In particolare Alan ed Etrec ne hanno approfittato per fare qualche passaggio con la palla, nella palestra della base. Purtroppo infatti qualsiasi attività va svolta all’interno, fuori non possiamo uscire perché’ mancano gravita e aria respirabile.

E’ principalmente per questo motivo che siamo alla continua ricerca di un pianeta con caratteristiche simili alla terra dove poter ricominciare a vivere normalmente.

Più volte, in passato, avevamo creduto di esserci riusciti, ma le nostre aspettative erano state sempre deluse, una volta abbiamo avuto anche la possibilità di tornare sulla terra, ma anche in quell’occasione le nostre aspettative furono deluse da un terremoto che fece interrompere i contatti con la terra.

Se John fosse qui adesso sarebbe fiero del suo Tony Verdeschi, è un comandante eccezionale, lui lo conosceva bene, le sue doti le aveva già messe in risalto in più di un’occasione nel passato ed è per questo che quando perdemmo Paul durante una missione, John non ebbe dubbi su chi scegliere come suo successore.

Alla dottoressa Russell venne un po’ di malinconia a pensare a quanti validi collaboratori Alpha aveva perso in questo periodo di tempo.

Kano, Paul, il professor Bergman e adesso il comandante John Konig, il suo John, la perdita più dolorosa.

Mentre Helen pensava ai fatti del passato, risistemando le attrezzature della sala medica, nella sala comandi Tony e Maya avevano ripreso ad analizzare il messaggio registrato dal comandante.

Si erano riavvicinati molto dopo quella disavventura e le piccole incomprensioni dei giorni passati erano solo un brutto ricordo.

Mentre ascoltavano il messaggio si guardavano intensamente come se ognuno avesse voluto scavare nell’animo dell’altro.

Maya era una ragazza alta, capelli lunghi castani tendenti al rosso, che lei teneva un po’ raccolti e un po’ sciolti, liberi sulle spalle, i tratti del suo viso, anche se lei era aliena, avevano molte caratteristiche umane, e questo mix umano/alieno la rendeva bellissima. Era anche  molto magra e l’uniforme le disegnava i contorni del corpo a pennello.

Tony, invece, era il classico uomo mediterraneo, occhi azzurri e capelli neri, non troppo alto, forte e muscoloso senza esagerare e aveva delle mani bellissime, a differenza dei suoi colleghi, per la maggior parte inglesi o americani lui era italianissimo, nativo di Firenze.

Non erano proprio coetanei, lui e Maya, lui aveva 34 anni mentre lei, rapportati agli anni terrestri, ne aveva 27.

Tante altre ragazze su Alpha provavano una sorta di gelosia-invidia verso Maya e avrebbero fatto carte false, ma Tony non aveva occhi che per lei, le altre non le notava nemmeno, non le avrebbe considerate nemmeno se le avesse viste girare per la base senza vestiti.

 

-MAYA E TONY VERDESCHI

“Maya per favore fai ripartire la registrazione, vorrei risentirla da principio”.

“Va bene, aspetta che cerco di migliorare un po’ l’audio….ok, bene, così dovrebbe sentirsi un po’ più chiaramente”,  gli rispose la ragazza.

La registrazione partì in quell’istante:

“REGISTRO QUESTO MESSAGGIO PRIMA DI PARTIRE PER UNA MISSIONE SENZA … (interruzione) TONY TI AFFIDO ALPHA, SO CHE TU LA GUIDERAI BENE QUANTO ME INSIEME A MAYA, ALAN, SANDRA E ALLA DOTTORESSA RUSSELL, SIETE UNA SQUADRA FORMIDABILE E NON SAREI RIUSCITO A SALVARE LA BASE, DOPO L’ALLONTANAMENTO DALL’ORBITA TERRESTRE SE NON VI AVESSI AVUTO AL MIO FIANCO.

HELEN LO SO CHE SOFFRI MA PASSERA’, TROVERAI CONFORTO IN QUALCUNO CHE NON TI IMMAGINI, MA IO SO CHE E’ GIA’ DA MOLTO TEMPO VICINO A TE”.

“Bene l’altra volta il nastro si era interrotto qua, vediamo come prosegue”.

Maya riattivò il registratore,

“ALAN, LUI TI AMA PROFONDAMENTE, LO SO, MA E’ UN UOMO LEALE E NON HA MAI INTERFERITO, NON LO FAREBBE MAI.

RAGAZZI E’ GIUSTO CHE IO VI LASCI CONTINUARE DA SOLI, TROVERETE UN PIANETA E POTRETE RICOMINCIARE”.

Maya interruppe di nuovo il registratore, il suo viso era carico di tristezza, non poteva, non poteva essere così, non poteva essersi tolto la vita e a quella frase rabbrividì.

Perché poi, quale motivo poteva averlo spinto a fare quel gesto, non poteva e non voleva crederci.

Tony dal canto suo era rimasto lì attonito, senza parole, senza…

“Maya chiama Alan e digli di venire subito qua!!”

“Ok”, Maya accese il suo minicom e contattò il pilota Carter. “Alan! Alan! Vieni subito in sala comandi, sbrigati!!”

“Dopo ti spieghiamo, ma tu vieni ok!”

Alan si precipito’ in sala comandi e ci arrivo’ senza fiato.

 

-ALAN MAYA E TONY

“Ah eccoti!” disse Tony, “ascolta qua!” e gli fece risentire tutto da capo fino a dove erano arrivati loro, quando ebbe sentito tutto anche lui rimase lì senza dire nulla, immobile e ammutolito da quella rivelazione.

“Ecco perché non aveva voluto nessuno con se, perché aveva già stabilito che la sua sarebbe stata una missione senza ritorno, e quelle letture che aveva mandato erano per non farci capire cosa stava facendo”.

“Ma aspetta Alan, il messaggio non è ancora finito.”

Maya riattivò per l’ultima volta il nastro e…

“So che sarete sconcertati, ma per capire le ragioni del mio gesto parlate con il dott. Mathias, lui vi spiegherà tutto (intanto la registrazione si stava facendo sempre più debole e disturbata), Helen non sa. Add….Fine della registrazione.

“Ecco” disse Maya, “adesso non c’è’ proprio piu’ altro da sentire ed e’ inutile che continuiate ad analizzare i resti dell’aquila, tanto non ci trovereste nulla. A quanto pare è stata tutta una decisione del comandante, lui ha deliberatamente fatto saltare in aria l’aquila.”

“Già!”, disse Tony, ” e il perché  dobbiamo chiederlo al dottor Mathias e dobbiamo anche chiedergli cos’è che Helen non sa.

Tony, Maya e Alan andarono al centro medico, ma in quel momento videro che c’era anche Helen, loro non volevano che fosse presente alla conversazione, anche perché loro stessi non sapevano cosa aspettarsi.

Fortunatamente lo stesso Mathias li scorse quando erano ancora nel corridoio e andò a salutarli, cosi’ Tony riusci’ ad accennargli il motivo per cui dovevano parlargli privatamente.

 

-TONY, ALAN, DOTT. MATTHIAS

“Tra un paio d’ore finisco il turno, magari possiamo riunirci nel mio alloggio per parlare ok?” gli rispose Bob.

“Ok” dissero Tony e Alan.

Tony non vedeva l’ora di parlare con Mathias perché voleva sapere a tutti i costi cosa aveva John.

 

-TONY , MAYA E ALAN

“Alan, tu cosa ne pensi?”

“Non so, Tony, non ne ho idea, forse…. che sia stato contagiato da qualche virus alieno, magari aveva scoperto di non potersi curare e….”

“Potrebbe essere, forse ci sei più vicino di quanto pensi, ma va bene non dirlo ad Helen, ma a noi due poteva dirlo!”

“A noi tre!” aggiunse Maya, ” anche con me nemmeno una parola, deve essere stato duro per lui doversi tenere tutto dentro,  chissà quando Helen lo saprà'”

“Ma non è meglio che non lo sappia in fin dei conti lei non ha sentito nemmeno il messaggio e quindi non può sospettare nulla”

“No Tony, è giusto che sappia e poi da questa seppur grande sofferenza potrà ripartire e rifarsi una vita come del resto avrebbe voluto John.”

“Sentiamo cosa ci dirà il dottor Mathias e poi uno di noi si prenderà il dovere di dirle tutto.”

“Forse e’ meglio che lo fai tu Maya, da donna a donna magari riuscirai a trovare le parole più giuste.”

“No Tony, fra noi quello più adatto a questo compito e’ Alan, lui, solo lui può farlo.” Disse Maya.

“Ma io non so se….”

“La ami?” Lo interruppe Tony

“Si, da morire, non vi rendete conto.”

“Allora non aver paura, troverai le parole giuste senza nemmeno rendertene conto, e forse troverai anche il coraggio di dirle quello che provi tu.”

“Alan, Tony ha ragione, Helen con te è in buone mani.” Aggiunse Maya.

Nel frattempo camminando erano arrivati davanti all’alloggio di Maya.

“Ragazzi, io sono arrivata, ho da fare un po’, ma appena Mathias vi chiama avvertitemi ok?”

“Ok” disse Alan.

“Maya mi fai entrare un momento?”

“Certo Tony, vieni pure.”

“Alan a dopo ok?”

“OK, ma non combinate danni voi due?”

“Che vorresti dire con questo, signor pilota?” gli disse Tony con una punta di rabbia.

“Solo che non dovete combinare danni….senza di me! Signor comandante permaloso!!!” e se ne andò ridacchiando.

 

-TONY E MAYA

Tony entro’ nell’alloggio e quando la porta fu chiusa strinse Maya a se e inizio’ a baciarla.

“Mi mancavi troppo oggi se non ti avessi baciata io… avrei perso la ragione!”

“Ma quella l’hai già persa da tanto! disse Maya scherzando.

“Ma vuoi essere seria una volta? Come devo dirtelo che ti amo, tanto, ma tanto che non ti immagini, che ogni volta che ho rischiato di perderti ho pensato di impazzire, che se non ti sposo io….”

“Oh mio dolce Tony, quando arrivai su Alpha, dopo lo scoppio di Psycon io mi sentivo sola poi ci fu un ragazzo meraviglioso che mi aiutò ad ambientarmi e farmi sentire in famiglia e…

“Ah, così hai un altro nel cuore, vabbè…”

Maya lo interruppe di colpo, “Tony, ma che dici, sei tu! Sei tu quel ragazzo meraviglioso che mi è entrato nel cuore, e di cui io sono innamorata persa. E sei tu quel meraviglioso ragazzo che io voglio sposare e con cui voglio trascorrere tutta la mia vita, quindi non ti preoccupare e scusami se a volte ti sono sembrata un po scontrosa.”

“Veramente!!”

“Si certo Tony!”

“Oddio e’ fantastico, tu sei fantastica! Dai brindiamo, dobbiamo farlo a questo evento bellissimo.”

“Va bene, ma non con quella roba, non questa volta, ti prego! Poi non vuoi dividere questa cosa con gli altri?”

“Si che voglio dividerla, ma questa sera voglio dividerla solo con te, non avrei mai sperato in un si così subito, ma non te lo chiederò di nuovo, non vorrei che tu cambiassi idea!”

“No, non preoccuparti, puoi chiedermelo tutte le volte che vuoi e la mia risposta sarà sempre la stessa.”

Tony e Maya erano raggianti, finalmente dopo tanto tempo erano riusciti a confidarsi  tutto quello che provavano uno per l’altra da sempre, si erano quasi persi e ritrovati tante volte, ma mai come questa volta avevano avuto paura di non ritrovarsi più. Lui era riuscito finalmente a chiederle di sposarlo, ma non si aspettava che lei avrebbe accettato così velocemente e la risposta lo aveva colto così tanto di sorpresa che era rimasto quasi paralizzarlo.

Maya sarebbe diventata la “sua” Maya per sempre e nessuno avrebbe più potuto portargliela via.

Anche lei era estasiata dalla contentezza, l’idea di diventare la moglie del suo amato Tony le riempiva il cuore di gioia, per nulla al mondo mai avrebbe più cambiato idea.

Aveva voglia di gridarlo al mondo intero.

In quel momento, mentre maya e Tony erano assorti nei loro pensieri amorosi,  Alan li chiamo all’interphono dell’alloggio per avvertirli di andare dal dottor

Mathias, le ore erano passate ma nemmeno se ne erano accorti, Tony andò allora a rispondere.

 

– TONY, ALAN, MAYA, DOTT. MATTHIAS

“Ok Alan, veniamo subito.”

Spensero la comunicazione e uscirono dall’alloggio, nel corridoio, dove poco più avanti proprio Alan li attendeva, fecero ancora qualche metro e poi suonarono, l’alloggio del Dott Mathias era proprio sullo stesso livello di quello di Maya.

“Salve Tony, Maya, Alan, venite dentro così vi dico quello che il comandante mi aveva pregato di non dire a nessuno, nemmeno ad Helen.”

“Dai non tenerci sulle spine, ti prego”, lo esortò Tony.

“Ok, qualche tempo fa al ritorno da una missione il comandante venne da me accusando uno strano malore”.

“Non c’era Helen in quel momento?”

“No, Maya, in quel momento c’era molta calma,  in degenza non c’era nessuno e quindi avevo mandato la dottoressa a riposarsi nel suo alloggio ed ero rimasto io di turno. Visitai John e scoprii qualcosa di irregolare nelle sue analisi, gli detti qualcosa per il dolore e lo rimandai nel suo alloggio, lui in quel momento, per non farla preoccupare inutilmente, mi pregò di non dire nulla ad Helen, così io stetti zitto.

Quando lei rientrò, mi chiese se ci fosse qualcosa di nuovo, ma io mentendo le dissi di no.”

“Ma cosa avevi scoperto?” Gli chiese allora Alan.

“Facendo indagini scoprii che un batterio alieno si era insediato nel suo cervello e aveva creato un danno irreparabile, che anche se molto lentamente lo avrebbe portato alla pazzia e forse anche alla morte.”

“Ma come lo avevi scoperto precisamente?” Chiese di nuovo Maya.

“John mi confessò di sentire dei ronzii che gli causavano dei capogiri e che non riusciva a farli smettere, allora gli feci un esame che rivelò la presenza di questo elemento alieno. In quel momento, allora, una volta di più mi fece giurare di non dirlo a nessuno, meno che meno ad Helen”.

“Ma non avete provato a rimuoverlo?” Chiese Tony.

“Ci ho provato, ma quando fu il momento mi accorsi che nel suo cervello si era più che moltiplicato invadendolo quasi del tutto.”

Possibile che non ci siamo mai resi conto di niente?: Disse allora Alan.

“Forse magari avremo notato qualche piccolo malessere che abbiamo certamente scambiato per malessere comune, poi come vi ho detto agiva molto lentamente lasciando al comandante ancora un buon margine di lucidità”.

“Allora è tutto?!” Chiese Alan.

“Si non c’è’ altro ragazzi.”

“Grazie Bob, ora penso che, a questo punto, glielo dovremo dire ad Helen,non ha più senso tacere”, disse Maya.

“Si credo che  il segreto non abbia più ragione di esistere, ma chi si prende la responsabilità di dirglielo?”

A quel punto Alan si fece avanti:

“Glielo dico io e spero tanto di riuscire  a farlo senza farla soffrire troppo.”

“Non ti preoccupare, ci riuscirai, ne sono sicura, ma quando conti di dirglielo?”

“Veramente non so ancora”, gli rispose, “prima devo pensarci bene, magari questa notte la passerò a pensare al modo migliore per farlo.”

“Si, e così ti farai venire solo un gran mal di testa!” gli disse allora Tony.

“Dormici su, vecchio mio, vedrai che domani avrai le idee più chiare e tutto ti sembrerà più facile.”

“Buonanotte Alan”, disse poi Maya.

“Buonanotte Maya e buonanotte Tony” rispose Alan e stava per andarsene quando vide i due entrare di nuovo nello stesso alloggio.

“Quei due non me la raccontano giusta!” pensò fra se, mentre se ne andava nella direzione opposta, “ma domani non mi sfuggono, dovranno dirmi cosa stanno architettando! Domani però!”, cosi’ dicendo non riusci’ a trattenere un grosso sbadiglio, il sonno lo stava raggiungendo a velocità ipersonica e lui non aveva nessuna intenzione di opporglisi.

 

CAPITOLO 8

Diario della base, 3027 giorni dall’abbandono dell’orbita terrestre, registrazione della dottoressa Helen Russell. I giorni passano e ancora non so niente sull’incidente di aquila uno, ho quasi la sensazione che mi vogliano tenere nascosta qualche scoperta. Ma no! che vado a pensare! Forse staranno ancora analizzando i resti e magari non c’è proprio nulla da scoprire. Comunque domani ne parlerò con i ragazzi, qualcosa mi sapranno dire. Mi sento cosi strana, provo una sensazione diversa ogni volta ogni volta che mi trovo in compagnia di Alan Carter, lo sento molto vicino a me, per lui sento molto di piu che del sentimento di amicizia e fratellanza che ho per Tony e Maya, è come se…

Oh, John, non voglio!!!!

Te ne sei andato da così poco, però Alan…

Devo capirci di più, devo parlare con lui, domani.”

La notte trascorse, ognuno di loro immerso nei suoi pensieri, Maya e Tony nei loro progetti amorosi, Alan assorto dal compito di dire ad Helen ciò che non sapeva, ed infine lei, Helen, a cercare di capire cosa balenava nella testa degli altri tre.

Uscì allora dal centro medico e si recò all’hangar delle aquile dove Alan si trovava già di buon mattino insieme al suo amico Etrec, per un controllo.

 

– ALAN, ETREC, HELEN

“Alan, ma che hai stamani, ti vedo strano, sembra che tu abbia la testa fra le nuvole!”

“Cosa?” disse Alan stranito.

“Vedi che avevo ragione, hai proprio la testa da un’altra parte, però mi piacerebbe sapere quale parte è, cosi’ magari potrei anche aiutarti!!”

“Grazie Etrec, ma purtroppo questa cosa la devo risolvere da solo e non starò con la testa a posto fino a che non avrò fatto quello che devo.”

“Già almeno dopo sarai concentrato!” replicò il ragazzo.

“Si hai ragione, scusa Etrec, posso assentarmi per un po’? Ce la fai da solo?”

“Ma si dai, vai a fare quello che devi, qua finisco io.”                                                                        

Uscì di volata e si precipitò nel tubo di collegamento, ma quando arrivò dall’altra parte ebbe una sorpresa inaspettata, infatti si trovò davanti la dottoressa Russell.

 

-HELEN E ALAN

“Helen, ma che fai da queste parti?”

“Cercavo te mio caro Alan.”

“Curiosa coincidenza allora, perché io stavo venendo su al centro medico da te.”

“Perché, stai male forse?” gli domandò.

“No, no. Non ti preoccupare il fatto è che devo parlarti di una cosa importante e solo ora ho trovato il coraggio per farlo, quindi mi sono detto: o adesso o mai più!”                        

“Hei, così mi incuriosisci e mi fai preoccupare allo stesso tempo, ma di che si tratta?

“Beh vedi è una cosa un po’ lunga e difficile da dire e quindi è meglio andare nel mio alloggio.”

Helen annuì e quindi si diressero nell’alloggio di Alan.

Mentre stavano percorrendo il corridoio, lui pensava fra se come poter dire la cosa, Helen vedendolo assorto si preoccupò un po’.

“Alan cosa c’è, sei diventato così cupo all’improvviso!”

“Già é cosi'”, rispose lui, poi fra se e se, “se solo tu avessi un idea di quello che devo dirti!”.

“Bene siamo arrivati, entriamo.”

“Ok” rispose la dottoressa.

Le porte si aprirono al comando del pilota su un alloggio essenziale, ma molto accogliente.

“Helen è meglio che ti siedi perché quello che ti dirò potrà essere un po’ difficile da accettare.”

“Di che si tratta?” lo interruppe lei agitata.

“Di John, del modo in cui….”

“Di John? dimmi tutto Alan ti prego, non farmi più aspettare.”

“Ok ti ricordi a che punto eravamo arrivati prima che i Cancellatori rapissero Maya?”

“Mi ricordo che analizzavate i resti dell’aquila, ma che ancora non avevate trovato nulla di interessante” rispose Helen.

“Beh, in realtà non e’ proprio così, avevamo trovato un messaggio registrato dal comandante cosi’ iniziammo ad ascoltarlo, ma era molto disturbato quindi Maya aveva iniziato a lavorarci per migliorarne l’audio”.

“perché non me lo avete detto?”

“Appunto” riprese Alan, “perché era molto disturbato e non volevamo darti false speranze, poi tutto fu interrotto per far fronte alla minaccia aliena”.

“E dopo?” chiese ancora lei.

“Qualche giorno fa Tony e Maya mi chiamarono per farmi ascoltare di nuovo quel nastro, in seguito ai miglioramenti che Maya stessa aveva apportato, e quando lo sentii rimasi senza parole.

Lì per lì decidemmo di non dire nulla, ma poi Maya ci fece capire che non sarebbe stato giusto e cosi, dopo varie ore passate a trovare il modo migliore per dirlo, eccomi qua”.

“Alan per favore, adesso fammi ascoltare quel nastro”, chiese la dottoressa profondamente turbata da quello che aveva fino ad allora sentito e di conseguenza preoccupata.

“Ok, ecco qua”, e  si sedette accanto a lei.

Il nastro iniziò a girare e la voce di John a riempire la stanza, Helen, man mano che lo ascoltava, sentiva sempre più forte una stretta al cuore, si sentiva soffocare dal dolore, senza rendersene conto prese la mano di Alan e la strinse nella sua.

Lui che non aspettava altro, allo stesso tempo si sentiva a disagio e, anche se in realtà John gli aveva dato quasi il via libera, si sentiva colpevole.

Il registratore staccò dopo l’ultima frase del comandante.

“Alan, cos’è che non so, cosa vi ha detto Mathias, dimmelo per favore.”

Alan esitò un momento, prese anche l’altra mano di Helen stringendola fra le sue e…

“John era malato Helen!”

“Ma non può essere! Dimmi che non è vero!”

“Purtroppo non posso dirtelo, è così, era stato contagiato, durante una missione, da un virus alieno che piano piano lo avrebbe portato alla pazzia e così ha deciso, finché era in piena coscienza di…”

“No, non può essere vero, John non può essersi tolto la vita e poi perché non mi ha mai detto nulla, perché!! Potevo cercare una cura, un rimedio!!”

“Purtroppo non esisteva speranza per il suo male.”

“Perché non mi ha permesso di viverlo con lui!”

“Non voleva che tu lo vedessi perdere piano piano la ragione così ha affidato il comando di Alpha al miglior uomo che potesse scegliere.”

“Tony, è veramente il migliore, ma anche tu lo sei..”

“No, Helen, io non sono tagliato per quel compito, a me basta starti vicino come John mi ha chiesto, lui aveva capito cosa provavo per te prima ancora che io stesso me ne rendessi conto.”

Helen lo interruppe dicendo: “ti prego, abbracciami Alan, è grazie a te che sono riuscita ad andare avanti in questi giorni, e sarà grazie a te se riuscirò a superare questa cosa.

Alan la strinse a se, Dio solo sa quanto la amava, la baciò, portato dal suo sentimento poi se ne rese conto e cercò di scusarsi.

“Perdonami, non volevo approfittare della tua debolezza, ma..” lei lo zittì e lo bacio’ di nuovo.

Su Alpha c’era calma piatta, ma sul quel pianeta molto lontano da loro nello spazio e nel tempo, quell’uomo che vagava senza memoria, campava con il cibo che riusciva a procurarsi cacciando.

Ogni volta che provava a pensare e a ricordarsi del passato, provava un dolore indescrivibile, dolore che gli era stato provocato dai Cancellatori.

Lui aveva solo frammenti di ricordi che gli balenavano per la mente, ma che non riusciva a collegare a nulla.

CAPITOLO  9

Base lunare Alpha, registrazione della dottoressa Helen Russell:

“Ho appena parlato con il pilota Alan Carter e adesso so con precisione cosa è successo al comandante John Robert Konig, al mio John. Alan ha cercato ogni modo per far si che non fosse troppo doloroso, ma io so quanto era doloroso per lui dire quelle cose e cercare allo stesso tempo di non far trapelare i suoi sentimenti, ma alla fine quando mi ha baciata ho provato un’emozione grandissima, mentre mi stringeva io sentivo che non avrei voluto essere in nessun altro posto nel mondo ed è per questo che ho ricambiato il suo bacio.

Amavo John ma se non avessi avuto Alan vicino per me sarebbe stata la fine, io non so se il mio sia vero amore oppure riconoscenza e affetto, ma voglio capirlo e agire di conseguenza.

Alan non si merita di soffrire.

Ne parlerò con Maya, se c’è una persona che può aiutarmi in questo è proprio lei.

Helen prese il minicom e la contattò.

 

-HELEN E MAYA

“Maya, Maya!!”

“Dimmi Helen, cosa c’è?”

“Potresti venire da me per favore, ho bisogno di parlare con te, sei libera?

“Certo”, disse, “arrivo in pochi minuti”.

E così fu veramente, la dottoressa Russell aveva a malapena finito di parlare che Maya era già lì a bussare alla porta del suo alloggio.

“Maya, per fortuna, avevo proprio bisogno di parlare con te.”

“Dimmi pure, immagino che Alan ti abbia riferito tutto quello che…”

“Si, ora so tutto, ma è quello che è accaduto dopo che mi ha profondamente confusa.”

“Cosa è successo?”

“Quando Alan ebbe finito di dire quello che doveva, io gli ho chiesi di abbracciarmi e lui lo fece, poi…”

“Poi? Helen, parla liberamente, lo sai, con me puoi farlo”.

“Si, Maya, lo so, lo so che posso dirti tutto e quindi posso dirti anche che Alan mi ha baciato  e che io non l’ho respinto, lui e’ molto innamorato di me, me lo ha confessato e…”

“E tu? tu lo sei?”

“E’ proprio questo il problema, non ne sono sicura, penso di si, ma allo stesso tempo non vorrei rischiare di scambiare una forte riconoscenza per amore.

Per nulla al mondo vorrei far soffrire Alan, ma devo capire quali sono i miei  veri sentimenti, solo in questo modo poi potrò guardarlo e abbandonarmi al suo amore”.

“Dovresti dirglielo e poi cercare di stare qualche giorno sola con te stessa per fare chiarezza nei sentimenti. Forse al momento ci resterà un po’ male, ma poi sono sicura che capirà, Alan è un uomo stupendo.”

“Come al solito hai ragione, Maya, non so come farei senza la tua saggezza, ma a proposito di uomini stupendi, anche tu ne hai uno al tuo fianco! Come va con Tony?”

“Bene Helen,  molto bene!”, gli rispose la ragazza.

“Sono molto contenta per voi!”

“C’è’ una novità dottoressa, una che non sa ancora nessuno, beh, vedi, noi….”

“Maya non dirmi che è proprio quello che penso io?”

“Si dottoressa, proprio cosi, finalmente ci siamo decisi, ci siamo detti che non avremmo più voluto rischiare di perderci un’altra volta.”

“A chi altro lo avete detto?”,chiese Helen.

“A nessuno, dottoressa, tu sei la prima.”

“Quale onore!!”, replico Helen ridacchiando.

A quel punto il minicom di Maya emise un bip, il viso di Tony apparve sul visore

 

– MAYA E TONY

“Maya, Maya!!!”

“Che c’è  Tony?”, rispose la ragazza.

“Potresti per favore venire in sala comandi?”

 “Va bene, arrivo, solo il tempo di salutare Helen.”

“Ok ti aspetto”, Tony chiuse la comunicazione e il minicom si spense.

Maya saluto’ la dottoressa Russell e uscì dal suo alloggio, poco dopo apparve sulla porta della centrale comandi, non appena la vide a Tony si illuminò il viso, ma entrambi dovevano far finta di nulla, ancora per un pochino.

“Eccomi Tony, hai visto, ho fatto presto.”

“Si é vero, ma dai dimmi, che ti ha detto Helen?”, chiese lui squadrandola da capo a piedi e rimanendo ogni volta estasiato dalla sua bellezza.

“Beh, Helen mi ha detto del suo incontro con  Alan e…” Maya nel frattempo si era seduta alla sua postazione, cercando di esaminare i dati che provenivano da fuori, o almeno di apparire il più credibile possibile mentre lo faceva, continuando anche a parlare con Tony.

A quel punto lui le propose di andare proprio agli hangar, da Alan, anche per poter continuare a parlare di quella cosa senza che gli altri potessero sentire.

“Sandra per favore potresti prendere tu i comandi, noi dobbiamo scendere agli hangar delle aquile.”

“Ok, Tony, va bene.”

“Sandra ormai era una veterana della centrale comandi

e sapeva bene come fare.

Maya e Tony uscirono nel corridoio e arrivarono al tubo di collegamento che li avrebbe portati agli hangar delle aquile.

Appena dentro si baciarono, non ce la facevano piu’ a stare vicini, ma distanti.

“Maya allora, che ti ha detto Helen, poi?”

“Beh… che fra lei ed Alan era successo qualcosa.”

“In che senso, QUALCOSA, sii più chiara per favore.”

“Tony, si sono baciati, cioè lui l’ha baciata e lei lo ha contraccambiato. Lui le ha confessato il suo amore e lei adesso è molto confusa.”

“C’era da immaginarselo! Gli avevo detto di andarci piano, ma evidentemente non mi ha dato retta”, rispose lui.

“No Tony, non essere così duro, magari la situazione che si era creata fra loro lo ha portato a questo. e poi comunque Helen non lo ha respinto e mi ha detto che crede di amarlo.”

“Veramente?”, disse Tony, stupito.

“Si, solo che ha paura che il suo non sia vero amore, ma riconoscenza, gratitudine per esserle stato vicino e non vuole farlo soffrire.”

“E tu, che le hai detto?”domando allora lui.

“Beh, le ho consigliato di stargli un po’ lontano per chiarirsi le idee.”

 

-MAYA ALAN E TONY

“Lontano da chi?” domandò loro uno stupito Alan Carter, in effetti erano arrivati a destinazione senza rendersene conto.

“Dicevo: lontano da chi?”

Maya e Tony si guardarono e poi risposero con la prima stupidaggine che venne loro in mente, ma non convinsero il pilota Carter.

“Voi due non me la raccontate giusta e non è la prima volta che ve lo faccio notare.”

“Alan, vecchio mio, devo chiederti un favore in nome della nostra amicizia.”

“Dimmi Tony, tutto quello che vuoi.”

“Ok, allora…”

Tony era visibilmente nervoso, guardò Maya e le prese la mano poi disse: “Alan saresti mio testimone di nozze”

“Hei ma, questa è una notizia fantastica! Certo vecchio mio che lo farò, molto volentieri. E tu Maya a chi hai chiesto di farti da testimone?”

“Beh, in effetti ancora a nessuno.” Rispose la ragazza, “pero contavo di chiederlo a Sandra.”

 

-AI TRE SI AGGIUNGE HELEN

I tre erano impegnati tanto nella loro conversazione che non si accorsero del fatto che Helen li aveva raggiunti per parlare con Alan Carter.

“Helen, non ci eravamo accorti che tu fossi qui.”

“Beh in effetti sono qui da qualche minuto, ma eravate cosi’ impegnati che non avevo voluto interrompervi.”

Alan allora si scuso’ con Maya e Tony e chiese ad Helen di poterle parlare in privato.

“Certo Alan!” rispose Tony, “va pure!”

 

-HELEN E ALAN DA SOLI

“Helen, Helen, scusami, volevo chiarire quello che è successo fra noi ieri sera.”

“Alan non ti devi giustificare, io…”

“No, non dire nulla, starò al mio posto come quando John era qua.”

“Alan, non mi interrompere per favore, volevo dire che io provo per te le stesse cose che provi tu, ma avevo paura, non volevo dirtelo, ho voluto rifletterci su, ma adesso non ho piu’ dubbi.”

“Come? Helen veramente tu…..”, chiese Alan talmente felice che non sapeva più come trattenersi.

“Alan, si, io ti amo. Non mi dimentico di John, ma tu mi sei stato vicino in questo periodo e piano piano mi hai conquistata con la tua dolcezza e con la tua lealtà.”

Helen adesso era rilassata, si sentiva leggera perché era riuscita a dirgli tutto quello che pensava.

Adesso non era più felice solo per Maya e Tony, ma anche per se stessa.

 

CAPITOLO  10

Base lunare Alpha, 3035 giorni dall’abbandono dell’orbita terrestre, registrazione della  dottoressa Helen Russell. In pochi giorni ne sono successe di cose qua sulla base. La prima è che finalmente Tony e Maya si sono decisi a dichiararsi tutto quello che provano e sono determinati a non lasciarsi mai più, fra poco annunceranno a tutta la base che si sposano, era da tanto che non assistevamo ad un matrimonio qui sulla base, l’ultimo era stato quello fra Patrick e Michelle Osgood e li aveva sposati John.

Anche lui sarebbe felice per Tony, era molto legato a lui e si era affezionato tantissimo anche a Maya.

Tocca al comandante unire in matrimonio due persone, ma visto che John non c’è più e il comandante attuale è, appunto, quello che deve sposarsi, toccherà a me unirli.

Loro questo ancora non lo sanno e spero che la notizia li renda felici.

C’è’ ancora un altro fatto da registrare, anche io ho dichiarato il mio amore alla persona che, standomi vicino con discrezione, piano piano è riuscito a far breccia nel mio cuore. Questa persona è il pilota Alan Carter.

Questo John lo sapeva già.

Alan era innamorato di me da sempre, per questo motivo, quando la luna si allontanò dall’orbita terrestre lui decise di tornare su Alpha.

Questa cosa me l’ha confessata lui stesso qualche giorno fa.

Sono felice che me lo abbia detto, è una ulteriore dimostrazione di amore nei miei confronti.

Sono felice anche per Maya, è una brava ragazza, si è integrata benissimo nell’organico della base.  Tutti le vogliono bene, si merita di avere al suo fianco un uomo meraviglioso e Tony e’ il meglio che le potesse capitare.

SU UN PIANETA LONTANO DA LORO

Intanto comandante Konig, sul pianeta dove si trovava, stava cercando di sopravvivere come poteva, in realtà i mezzi non gli mancavano, cibo e acqua

erano in abbondanza, quello che mancava era la memoria,  ma piano piano qualcosa, vaghi ricordi, gli stavano riaffiorando, oggetti, volti che lui non riusciva ancora a collegare. Anche quello strano oggetto legato alla cintura lui non sapeva a che cosa potesse servire.

Chissà se avrebbe potuto di nuovo incontrare qualcuno, qualcuno che lo avrebbe aiutato a ricostruire…la sua vita.

Su Alpha era già trascorso un bel po’ di tempo dall’incidente, ma nessuno si era dimenticato di lui e men che meno l’attuale comandante della base, Tony Verdeschi, il suo compagno di tante missioni che adesso lo avrebbe voluto lì con loro per celebrare il suo matrimonio.

 

​CAPITOLO  11

Adesso mancavano poche ore a quell’evento e lui era nervoso e tesissimo, nemmeno la sua amata birra era riuscita a calmarlo.

mentre era intento a girellare per il pavimento della sua stanza, Alan bussò al suo alloggio.

“Ehi, Tony posso entrare?”

“Certo che domande fai, entra pure” rispose Tony.

“Nervosetto eh?” disse Alan in tono scherzoso.

“Già, abbastanza, comunque voglio proprio vedere te quando sarà il tuo turno PILOTA!!!” rispose Tony con il suo solito fare sarcastico, poi continuò: “vedi, è proprio questo che mi piace di te, mi dai una tale sicurezza?!!

“Dai comandante, beviamoci un po’ della tua brodag….  ops scusa volevo dire birra, o ci uccide o ci fortifica, in ogni caso avremo risolto i nostri problemi!”

Tony versò la birra in due bicchieri e quando Alan andò ad assaggiarla non potè nascondere un’espressione che rasentava il disgusto, il suo amico era un bravissimo comandante, ma con le bevande proprio non ci sapeva fare.

Mancava solo un giorno al matrimonio e loro due lo trascorsero a parlare del passato e delle loro avventure con il comandante Konig.

Dal canto suo anche Maya non stava trascorrendo la serata da sola, infatti Helen e Sandra l’avevano raggiunta nel suo alloggio e anche loro stavano parlando di cose passate e future.

Mentre i quattro festeggiavano, il video dell’alloggio di  Maya si accese, era Yasko che chiamava dalla centrale comandi.

“Maya, Sandra, per favore scendete alla centrale e’ urgente, mi spiace disturbare in questo momento, ma non posso farne a meno, per favore avvertite anche il comandante e Alan.”

“Ok, li avverto io, scendiamo in pochi minuti.”

Maya spense il video e contattò Tony sul minicom.

“Tony, per favore..”

“Che c’è Maya?”

“Dobbiamo scendere alla centrale, dillo anche ad Alan per favore.”

“Ok Maya, ci vediamo lì.”

Tony chiuse la comunicazione e trascinò Alan in sala comandi dove li attendeva Yasko.

 

-SALA COMANDI

“Cosa succede?” chiese Tony.

“Guarda il video Tony!”

“Cos”? Alan cosa può essere?”

Nel frattempo entrarono anche Maya, Sandra ed Helen.

“Maya per favore analizza quella cosa!”

Maya raggiunse velocemente la postazione e iniziò ad interrogare i suoi sensori.

“Allora Maya, mi vuoi dire qualcosa per favore?”

“Un momento Tony, ecco si tratta di un tunnel spazio-temporale e noi ci stiamo puntando contro.”

“Non possiamo fare nulla per evitarlo?” chiese allora Tony.

“No mi dispiace, ci siamo troppo vicini.”

“Quanto manca all’impatto?”

“15 minuti, Tony” rispose Sandra.

“Dove ci porterà’?”

“Non lo so Alan, ma speriamo di attraversarlo senza troppi danni!”

“Sandra per favore mi apri un canale per comunicare con la base?”

“Certo Tony, ecco, parla pure.”

“Comunicazione per tutti gli abitanti di Alpha, fra pochi minuti attraverseremo un tunnel spazio-temporale che forse ci scaraventerà a milioni di km luce da qua, non so cosa succederà, ma consiglio ad ognuno di voi di mettersi in sicurezza, buona fortuna.”

Tony spense la comunicazione e rivolse uno sguardo intenso verso la sua Maya, quello era il giorno in cui avrebbero dovuto sposarsi, ma chissà se dopo aver attraversato quel tunnel sarebbe cambiato qualcosa…

Intanto il tunnel si avvicinava a velocità impressionante, la dottoressa Russell si avvicinò ad Alan e lui le prese la mano.

Tony chiese di nuovo quanto mancava al momento dell’impatto, Sandra gli stava rispondendo, ma in quel momento il video della sala comandi si spense e gli strumenti cominciarono  registrare delle avarie.

“Tony, non riesco più ad avere delle letture esatte, gli strumenti sono in avaria!”

“Maya, i tuoi sensori?”

“No, Tony, non funzionano nemmeno i sensori!” rispose la ragazza.

“Bene!” rispose lui, “andiamo alla cieca!!”

A quel punto si sentirono delle esplosioni in superficie, Alan contattò l’hangar delle aquile per sapere se si fossero registrati danni, ma per fortuna la risposta fu negativa.

Ad un tratto il video principale si riaccese e mostrò l’immagine del tunnel che si apriva dritto davanti a loro, trascorsero pochi attimi prima che la luna iniziasse ad entrare nel tunnel.

Ci furono delle scosse che costrinse loro a ripararsi. “Ballarono” un bel po’.

Tony cercò la mano di Maya, mentre Alan tentç di proteggere Helen, il tunnel li stava facendo impazzire perché Alpha lo stava attraversando a forte velocità.

Ad un certo punto si accorsero che la corsa si era rallentata parecchio,  ci fu solo un ultima scossa che li proietto’ fuori.

Gli strumenti cominciarono di nuovo a funzionare, Maya fece un controllo di tutti i suoi sensori, ma appena il computer di Alpha dette i primi risultati tutti rimasero esterrefatti, si erano allontanati di ben nove anni luce dalla precedente posizione.

Il tunnel si era richiuso ed era sparito appena dopo la loro uscita, tutti quanti nella centrale comandi si resero presto conto che oramai le possibilità’ di rientrare sulla terra erano pari a zero.

Avrebbero dovuto rassegnarsi a vagare per lo spazio, ma appena lo schermo principale  fu riattivato la sorpresa di tutti fu grande nel notare che, davanti a loro, c’era un pianeta.

“Maya analizza il pianeta per favore.” le chiese Tony con la voce ancora un po’ tremula 

“Allora, vediamo: aria, formata da ossigeno e azoto… respirabile, vegetazione…presente e molto simile a quella terrestre…Tony, il pianeta e’ abitabile!”

“Fantastico!” esclamò lui estasiato.

A quel punto Sandra lo interruppe dicendo: “Tony, non ce ne eravamo accorti perché gli strumenti ancora non funzionavano, ma la spinta che abbiamo ricevuto quando siamo usciti ha fatto si che la nostra luna si agganciasse all’orbita del pianeta.”

“E’ vero, adesso siamo la luna di questo pianeta”, rispose Maya.

A quel punto Helen prese la parola.

“Tony, penso che dovresti autorizzare un volo di esplorazione.”

“Certo Helen”, rispose Tony, e continuò “Alan, prendi Aquila uno e porta con te Maya ed Helen, andate a dare un’occhiata  laggiù.”

“Ok Tony, ci terremo in contatto frequente, Maya, Helen, andiamo!”

Uscirono dalla sala comandi e si avviarono al tubo di collegamento che li avrebbe portati all’Aquila uno.

Tony rimase seduto alla sua postazione, per qualche strano presentimento non aveva mai voluto occupare la poltrona del comandante, anche se come tale, ne avrebbe avuto tutto il diritto, ma per lui quello era ancora il posto di John Konig.

Oh, certo, sapeva bene che il comandante non avrebbe potuto mai tornare ad occuparla, pero’…lui non poteva, non poteva proprio.

nel frattempo Aquila uno era decollata dalla base.

“Aquila uno chiama base lunare Alpha, rispondete per favore!”

“Qui Alpha, dimmi Alan, tutto a posto?”

“Certo Tony, tutto ok, ci stiamo avvicinano al pianeta e non ci sono disturbi di nessun genere.”

“Ok Alan, richiamateci appena avete planato, non fateci aspettare.”

“Ricevuto, Aquila uno, chiudo.

 

CAPITOLO  12

Diario della base, 3050 giorni dall’abbandono dell’orbita terrestre, registrazione della dottoressa Helen Russell a bordo di Aquila uno.  Sono passati alcuni giorni dall’ultima registrazione e sono successe diverse cose: la nostra Maya avrebbe dovuto sposarsi con il nostro comandante, Verdeschi, ma la sera prima del loro matrimonio siamo incappati in un tunnel spazio-temporale al quale non abbiamo potuto sfuggire e così ci siamo finiti dentro. Dopo vari momenti di forti sbalzi, ci ha catapultato a nove anni luce da dove eravamo, stracciando le ultime speranze di un possibile ritorno sulla terra.

Con gli strumenti ancora non in piena efficienza non ci siamo accorti subito che, davanti a noi c’era un pianeta e che l’ultimo sbalzo, quello che ci aveva spedito fuori dal tunnel, allo stesso tempo, ci aveva fatto entrare nell’orbita del pianeta.

Adesso siamo qua, Maya, Alan ed io, su aquila uno, in viaggio per andarlo ad esplorare.

Non sappiamo che cosa ci riserverà, per adesso la questione  “matrimonio” è accantonata, Maya e Tony hanno altro a cui pensare, ma appena avremo scoperto qualcosa di più potremo ripensarci.

Mentre la dottoressa stava concludendo la registrazione, Alan la chiamò per avvertirla che stavano per planare.

“Ok Alan”, rispose lei.

Planarono in una radura dalla vegetazione bassa ma rigogliosa.

“Alan Carter chiama base Lunare Alpha! Tony rispondi!!!”

“Ehi pilota, sono pronto all’ascolto, dimmi tutto!!”

“Bene, abbiamo appena planato, sembra di stare in un paradiso terrestre, adesso parla con la tua Maya per i dati tecnici ok?”, Alan passò il suo minicom alla ragazza.

“Tony ascolta, adesso sto iniziando ad analizzare, l’aria è normalmente respirabile, come sulla terra, la vegetazione è abbondante, adesso ci incamminiamo e vediamo cos’altro ci riserva il pianeta, ci sentiamo fra poco Tony.”

“Ok Maya, ma tienimi informato, voglio che contatti Alpha ogni 15 minuti.”

Maya chiuse la conversazione e rese il minicom ad Alan.

“Sarà meglio non dividerci, non sappiamo cosa può riservarci questo posto”, disse la dottoressa Russell.

Il pianeta, almeno per quel tratto che stavano esplorando loro, sembrava disabitato.

Ad un certo punto trovarono una sorgente d’acqua che Maya si affrettò ad analizzare e, che gli strumenti in suo possesso dichiarano potabile, ma non aveva ancora finito di dire che era potabile che Alan ci si era già buttato sotto ad assaggiarla.

“Ragazze, è fantastica, buonissima, niente a che vedere con quella riciclata di Alpha!”

Maya chiamò di nuovo la base e gli rispose un Tony alquanto spazientito del ritardo.

“Cosa aspettavi a chiamare?”

Scusami Tony, volevo solo avere qualche dato in più da riferire.”

“Si, vabbè, dimmi, cosa hai rilevato?”

Maya non se l’era minimamente presa per quella risposta non troppo gentile, capiva bene che l’agitazione del suo Tony era data dalla situazione, dal fatto che lui come comandante era dovuto rimanere sulla base e avrebbe dovuto prendere delle decisioni diverse sulla base dei risultati avuti dall’esplorazione del pianeta e, comunque decisioni molto difficili.

“Tony, abbiamo scoperto una fonte di acqua purissima e potabile e…”, mentre stava parlando la chiamò Alan, che si era leggermente allontanato.

“Maya, Helen, venite qua!”

“Scusami Tony, Alan mi sta chiamando, ti ricontatto fra poco quando saprò cosa mi voleva dire.”

“Va bene,” rispose Tony.

Maya corse verso Alan e lo raggiunse.

“Guarda qua!”

Alan le fece vedere un arbusto di tipici frutti terrestri commestibili.

 

Maya allora chiamo di nuovo Alpha per riferire a Tony.

Il comandante Verdeschi provava una certa invidia per quei tre che erano discesi sul pianeta, ed essendo lui una persona che sapeva poco celare il suo stato d’animo, quello che provava gli si leggeva in faccia.

Sandra se n’era accorta e aveva abbozzato un mezzo sorriso.

Sul pianeta intanto Helen, Maya e il pilota Carter stavano proseguendo l’esplorazione, scoprendo con molto piacere che flora e fauna erano molto simili a quelle terrestri e anche i corsi d’acqua non mancavano.

Trascorse un bel po’ di tempo da quando si erano messi in contatto con Alpha, l’esame delle fonti del pianeta li aveva un po’ assorti e non si erano resi conto del passare dei minuti.

Tony, sempre più spazientito ordinò a Sandra di mettersi in contatto con loro.

“Base Lunare Alpha a squadra di esplorazione, rispondete per favore.”

Sono Maya, c’è’ qualche problema?

“Qualche problema?!!!” sono passati 45 minuti dall’ultima vostra comunicazione, che fine avete fatto!!”

“Stiamo bene, Tony, solo che non c’era nulla di rilevante da poter comunicare.”

“Ok” , rispose,” ma la prossima volta rispettate la tabella e comunicate entro il tempo stabilito.”

“Va bene, adesso chiudo.”

Camminando erano arrivati nei pressi di alcune grotte, decisero di entrare in una di esse, iniziarono a percorrere una specie di corridoio che aveva il soffitto non molto alto, ma comunque accettabile, dopo circa 50mt. si trovarono davanti ad un vano grandissimo dove scorsero delle provviste e una specie di giaciglio dal quale dedussero che la grotta fosse abitata.

Ma da chi poteva essere abitata, quale creatura avrebbero dovuto aspettarsi?

“Maya, è meglio se ricontattiamo la base, saranno in apprensione!”

Suggerì Alan alla ragazza.

“Hai ragione, la contatto subito.”

“Maya chiama Base Lunare Alpha, rispondete prego!”

Impiegò qualche minuto, ma alla fine Sandra rispose.

Sandra posso parlare con Tony per favore?”

“Ma certo, Tony, vieni, Maya ha qualche cosa da riferire.”

“Parla Maya, cosa c’è?”

“Siamo entrati in una delle grotte che abbiamo scorto pochi minuti fa e vi abbiamo trovato chiari segni di vita non animale.”

“Umanoide o aliena?” chiese lui.

“Non lo sappiamo, al momento non c’è nessuno.”

“Va bene, nascondetevi e cercate di capire chi può essere che ci abita, fate molta attenzione, fatemi sapere appena possibile.”

Maya Alan e la dottoressa Russell cercarono di nascondersi nella grotta in attesa di vedere da chi fosse abitata.

Maya pensò che quel pianeta fosse l’ideale per viverci e forse il loro involontario vagare per lo spazio era finalmente finito e chiese a Helen se anche lei pensasse la stessa cosa.

La dottoressa ne era pienamente convinta e, anche se la sua vita ormai era legata al pilota Carter, sarebbe stato bello se questo pianeta lo avessero scoperto insieme a John Konig.

Mentre facevano queste considerazioni, Alan le avvertì che qualcuno stava per arrivare nella grotta, le due donne smisero di parlare e rimasero in attesa.

John Konig entrò, appena Alan, Maya ed Helen lo videro non credettero ai loro occhi.

Come poteva essere vivo! Come poteva essersi salvato dallo scoppio di Aquila uno!

Ma adesso era lì, tutto quello che dovevano fare era semplicemente chiederglielo.

Maya contattò Alpha

“Maya a base Lunare Alpha! Maya a base Lunare Alpha! Rispondete per favore!!”

“Qui Alpha, sono Sandra, ci sono novità’?”

“Si Sandra, c’è’ una novità, mi fai parlare con Tony per favore?”

“Ok  Maya.”

“Ton Maya vuole parlarti, ci sono novità e a quanto mi è parso anche molto importanti.”

“Grazie Sandra, passamela qua nell’alloggio per favore.”

Bene, ora puoi parlare.”

“Maya cosa c’è di nuovo?”

“Tony prendi un aquila e vieni giù sul pianeta, subito!”

“Perché!” chiese lui preoccupato, “che cosa è successo?”

“Non posso dirtelo ora, ma tu scendi e basta, fidati per favore!”

“Va bene, dammi solo il tempo di arrivare, chiudo.”

Tony scese di corsa in sala comandi e avvertì Sandra che sarebbe sceso sul pianeta con l’aquila due, la ragazza gli comunicò le coordinate per atterrare vicino a dove si trovavano gli altri.

Appena ebbe decollato contattò di nuovo Maya e le chiese ancora il motivo per cui lo aveva costretto a raggiungerli, ma lei non si fece sfuggire nulla, nemmeno un minimo accenno, era troppo grande e bella la sorpresa che avrebbe trovato, non era giusto rovinargliela.

Tony si mise in contatto con la base e comunico’ che stava per planare sul pianeta.

“Ok, facci sapere cosa avete scoperto!”, gli rispose Sandra e poi spense la comunicazione.

Tony planò nella radura vicino a dove si trovava aquila uno e si incamminò, ad un certo punto vide Maya davanti a se e le corse incontro, la baciò con tale portamento che sembrava non si vedessero da mesi, mentre in realtà erano trascorse solamente poche ore.

“Vieni Tony, ti accompagno nella grotta.”

“Ma nemmeno adesso mi vuoi dire nulla?”

“No, vedrai da solo!”

Entrarono nella grotta dove si trovavano anche gli altri due e quando vide la persona che gli fu indicata da Maya quasi non poteva credere ai suoi occhi, Koenig non si era ancora accorto della loro presenza perché si erano ben nascosti, anzi lui continuava a chiedersi se mai avrebbe incontrato qualcuno, qualcuno del suo mondo che piano piano stava cominciando a ricordare.

Tony decise che era il momento di uscire allo scoperto quindi insieme si avvicinarono, appena gli furono accanto John si accorse di loro e vedendoli la sua mente subì uno shock contrario facendo riaffiorare di colpo tutti i suoi ricordi.

“Tony, Maya, Alan e.., tu, Helena!!!! Che gioia vedervi, come siete arrivati qua?!”

“Comandante, noi siamo giunti qua grazie ad un tunnel spazio-temporale che non abbiamo potuto evitare, ma tu, tu come ci sei arrivato? Ti credevamo morto dopo quel terribile incidente!”

“Già, in effetti e’ molto strano, registrai quel messaggio in cui spiegavo il motivo del mio gesto e quando premetti il pulsante dell’autodistruzione un fascio di luce mi catturò portandomi via dall’abitacolo dell’aquila, mi ritrovai su una nave molto grande, che non avevo mai visto prima, quelli che la abitavano si facevano chiamare i CANCELLATORI, mi guarirono, ma poi mi portarono in una stanza dove tenevano uno strano macchinario…”

A questo punto Maya lo interruppe, “anche a me hanno cercato di fare la stessa cosa, se non fosse stato per questi tre qua, adesso sarei ridotta ad un vegetale!”

“Anche io cercai di resistere e infatti non riuscirono a cancellarmi completamente, ma per far si che non mi uccidessero finsi di essere completamente incosciente, così loro smisero il trattamento e poi mi abbandonarono qua.”

“Su Alpha tutto è a posto?”

“Certo John.” Intervenne a quel punto la dottoressa Russell.

“E’ tutto a posto grazie a Tony che ha saputo essere un comandante meraviglioso, a proposito, loro lassù non sanno ancora nulla, vuoi contattarli tu?”

“Ok, John Konig ad Alpha, John Konig ad Alpha, rispondete per favore!!

“Tony ma la vuoi smettere una buona volta!!” rispose Sandra contrariata.

“Sandra, non sono Tony, sono proprio io, non mi riconosci piu?”

“Comandante, ma….. noi la credevamo morto, siamo così felici di sentire che sta bene, non vediamo l’ora di rivederla qua sulla base.”

“Anche per me è così.”

Konig spense la comunicazione e poi si rivolse al pilota Carter: “Alan, come ha comandato,Tony, la mia Alpha?”

“Beh…. diciamo che…. lasciando a parte le volte che ha tentato di avvelenarci con i suoi intrugli….per il resto è stato fantastico!”

“Non sapete apprezzare la roba buona!! ” irruppe allora Verdeschi sentendosi chiamare in causa.

“Oh… certo che la apprezziamo, per questo la tua birra non ci piace!!”

“Grandioso!!!! Era proprio quello che desideravo, ritrovare il comandante per farmi insultare!!!”

A quel punto scoppiarono tutti e cinque in una fragorosa risata.

 

CAPITOLO  13

Base Lunare Alpha, 3055 giorni dall’abbandono dell’orbita terrestre. Registrazione della dottoressa Helen Russell. Ancora non riesco a crederci che John sia di nuovo con noi, mi dispiace per Tony che ha dovuto lasciare il comando, ma a quanto pare a lui non dispiace affatto, adesso dovrò risolvere la questione fra John Alan e me, non so come riuscirò a spiegargli che io….

Alan, che si trovava vicino al centro medico entrò e disse:”Helen, non c’è bisogno che ti giustifichi io…”

“Alan, ma cosa hai sentito? Io non mi riferivo a te, ma al comandante, e’ a lui che dovrò spiegare tutti i motivi per cui io amo te e non voglio lasciarti, per nulla al mondo.”

“Helen, Helen tu mi farai impazzire un giorno o l’altro…anzi, sono già pazzo, ma di te!” detto ciò la avvicino’ a se e la baciò.

Dal canto loro anche Tony e Maya avevano una certa questione in sospeso, ovvero il loro matrimonio, che adesso poteva essere celebrato dal comandante in persona.

Mentre confabulavano sul matrimonio e altri particolari, proprio il suddetto comandante li chiamò e chiese loro di trovarsi insieme agli altri nella sala ricreazioni, perché aveva qualcosa da dire a loro e a tutti gli alphani

Quando furono tutti presenti John iniziò a parlare.

“Miei cari alphani per prima cosa voglio dirvi che sono molto felice di avervi ritrovato, poi volevo chiedervi se, dal momento che il pianeta sottostante è risultato abitabile, vi andava di trasferirvi là per ricominciare una nuova vita come sulla terra.All’inizio non sarà facile, perché dovremo costruire tutto, ma poi gradatamente potremo abbandonare gli alloggi sulla base.

Non abbandoneremo definitivamente quella che, per tutto questo tempo, è stata la nostra casa, ma finalmente avremo una vita normale, respirando aria pura e non riciclata.”

“Comandante, noi siamo pienamente d’accordo”, disse Tony, “ma prima di iniziare il trasloco ci sarebbe una cosa che dovresti fare.”

“E quale sarebbe, Tony?”

“Beh, dovresti sposare me e Maya perché la vita sul nuovo pianeta la vogliamo affrontare solo uniti per sempre!”

“Con piacere Tony, lo faccio anche adesso se vuoi!”

“Si che lo voglio, non ti puoi immaginare quanto.”

“Allora”, proseguì il comandante, “prendi la mano di Maya e ripeti dopo di me: IO, TONY VERDESCHI, PRENDO TE, MAYA COME MIA SPOSA”

“PROMETTO DI AMARTI E RISPETTARTI E NON FARTI PIU’ BERE LA MIA BIRRA PER TUTTI I GIORNI CHE VERRANNO, FNCHE’ MORTE NON CI SEPARERA'”

A quel punto il  comandante Koenig stava già trattenendosi a stento, ma vista l’espressione del vicecomandante Verdeschi, trascinò tutti in una fragorosa risata.

Non sapendo che altro dire, alla fine, dopo aver risposto “si lo voglio”, si mise a ridere anche lui.

Poi venne il turno di Maya alla quale il comandante fece promettere, fra le altre cose, di non trasformarsi in qualche creatura aliena solo per spaventare Tony.

Dopo che tutta la cerimonia fu conclusa il comandante chiese alla dottoressa Russell se poteva parlarle in privato, lei accettò e cosi’ si ritirarono nel suo alloggio.

Helen sapeva che sarebbe stato difficile, ma non si immaginava che John le avrebbe facilitato il compito.

“Helen, con tutte  queste emozioni non ti ho neanche chiesto come hai vissuto questo periodo.”

“Beh è stato difficile, molto, all’inizio credevo di impazzire senza averti vicino, poi piano piano grazie a Maya a Tony a Sandra e…”

“Ad Alan”, la interruppe lui.

“Si, anche, anzi soprattutto grazie ad Alan e…vedi John io…, Alan mi è stato vicino e poi dopo aver recuperato quel messaggio…”

“Helen, non devi giustificarti con me, non mi hai fatto nessun torto innamorandoti di Alan, anzi, in un certo senso sono io che vi ho spinto l’una nelle braccia dell’altro. Nessuno piu di me ne può essere più contento.

“Oh John mi sei mancato da morire, sei mancato a tutti, devo dirti di Tony, lui…”

“Helen, lo so nessuno meglio di lui poteva prendere il comando di Alpha.”

“Pensa che lui all’inizio non voleva, non si sentiva all’altezza, sai che non si è mai seduto sulla tua poltrona? Eppure ne avrebbe avuto tutto il diritto.”

“Il caro Tony, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo! Non sono mai stato sicuro di niente come del fatto che lui mi avrebbe sostituito eccellentemente, anzi, per certi versi lui è molto migliore di me.”

“E la vicinanza di Maya lo ha molto aiutato, si sono amati da subito, dal primo momento che si sono incontrati, hanno rischiato più di una volta di perdersi, hanno sofferto ma si sono ritrovati e adesso sono insieme per sempre e se lo meritano.”

“Hai ragione Helen, come sempre .

Adesso ti lascio, è stata una giornata pesante per tutti, è meglio se ci riposiamo, buonanotte mia cara dottoressa Russell.”

“Buonanotte a te mio caro comandante Koenig.”

Dopo averle dato un grosso bacio sulla guancia, John uscì dal suo alloggio.

Helen, rimasta sola registrò un supplemento al diario della base: il ritorno del comandante Konig e la decisione di trasferirsi tutti quanti sul pianeta. Finalmente dopo tanto vagare avevano trovato la loro meta.

CAPITOLO  14

Quasi due anni sono trascorsi dal giorno in cui decidemmo di stabilirci sul pianeta.

La luna e’ tornata ad essere solo la luna, la grande ruffiana del cielo che tutto fa accadere sotto il suo influsso, ma c’è una novità, sta per nascere il bambino di Maya e Tony, ancora non sanno quale sarà il suo nome, ma una cosa e’ certa:

E’ LUI IL PRIMO EREDE DI ALPHA.

E con questa notizia chiudo definitivamente il diario della base

HELENA RUSSELL