Amici e followers buon sabato pomeriggio.

Oggi, per ingannare un po’ il tempo, che sembra non voler scorrere, ho voluto realizzare una cosa che avevo nella testa da tanto tempo, ovvero scrivere un mini racconto basato sulle avventure del ragioniere più bistrattato di sempre.

Parlo di lui ovviamente: del mitico Ugo Fantocci …ops volevo dire Bambocci… o no…Ugo Pupazzi… ok adesso lo dico serio UGO FANTOZZI

Buon divertimento e.. mi raccomando prendetelo per ciò che è: cinque minuti per farsi due risate ed evadere dalla drammaticità del tempo che si sta vivendo, d’altronde è solo una fanfiction alla fine!

Simo

 

.LA VOLTA CHE FANTOZZI NAVIGO’ IN INTERNET

La signora Pina e Uga, la nipotina, erano uscite insieme e sarebbero state fuori per almeno due ore. Fantozzi si era ritrovato, così, libero di andare a curiosare nella stanza della nipote ormai adolescente.

Fantozzi non si spiegava come potesse, anche lei, avere una vita “sessuale” anche se la Pina gli ripeteva ogni volta che era una babbui… ehm, una bambina come tutte le altre.

Non si poteva certo dire che Uga fosse bella, ma… nemmeno piacente… nemmeno un tipo! Insomma era proprio brutta, ma brutta sul serio! Quasi peggio della madre, il che era tutto dire!

Ugo entrò di soppiatto nella stanza e rimase sbalordito dai poster appesi alle pareti, poi voltandosi verso il tavolo, vide un oggetto misterioso: IL PERSONAL COMPUTER!

Si ricordò di averne visti altri negli uffici della megaditta, ma lui se ne era sempre tenuto rispettosamente a distanza.

Fantozzi, da prima ci girò intorno con timore, senza realmente avvicinarsi, poi la curiosità ebbe il sopravvento sulla sensazione di rassegnata inferiorità che sempre lo affliggeva al cospetto di oggetti sconosciuti.

Si sedette di fronte alla scrivania ma pian piano il tavolo divenne sempre più alto e lui più basso fino a scivolare completamente. Dopo essersi rialzato da terra provò a rimettersi seduto e questa volta rimase nella postazione.

Digitò un tasto a caso sulla tastiera. Un riquadro si aprì sullo schermo e nel riquadro si formò la scritta che lui drammaticamente conosceva fin troppo bene: MERDACCIA!

Fantozzi  indietreggiò all’improvviso e pensò: “ma come fa a saperlo…”

Il computer rispose: “LO SO E BASTA!

“Chi ha parlato?”, domandò Ugo.

“Sono stato io! Sono la voce del computer!”

“Piacere, ragionier Ugo Fantozzi!” tendendo la mano verso lo schermo (non dà la mano)

“Fantocci usi il mouse!”, rispose la voce.

“No, veramente è FantoZZi con due zeta!”, puntualizzò voltandosi il berretto fieramente.

“E poi, scusi mi da del tu?», aggiunse.

“E’ congiuntivo, merdaccia!”

“Badi a come parla!” Lei non sa chi sono io!”, ringhiò, iniziando ad essere leggermente alterato.

Il computer rispose di nuovo: “Si che lo so, sei una mer…”, a quel punto Fantozzi tolse definitivamente il volume a quella voce impertinente e maleducata.

Non si sa come, ma riuscì a trovare l’accesso ad internet e iniziò ad esplorare foto e siti.

Vide delle foto che lo fecero andare su di giri. Era già linguato e andò in bagno a rendersi più presentabile. Si lavò e rasò in appena tre secondi e si tirò addosso mezza bottiglia di quella terribile colonia che sua moglie gli aveva regalato il natale precedente. Si guardò allo specchio abbastanza soddisfatto, poi guardò nei pantaloncini e lì crollò mestamente tutta la sua esultanza.

Decise di ritornare nella stanza di Uga, ma dopo appena cinque minuti che aveva ripreso a guardare le foto, di nuovo linguato e ingalluzzito come un dongiovanni  navigato, sentì la chiave girare nella toppa e le voci di Pina e sua nipote Uga.

Per far si che non lo scoprissero, dopo alcuni secondi di terrore dipinti sul suo volto, si buttò con tutto il monitor, sotto il piumone del letto, senza accorgersi che la nipote, entrata di soppiatto, senza parlare, lo stava fissando.

Fantozzi, rosso come un peperoncino di cayenna, in viso, iniziò a incespicare con le parole. Disgraziatamente aveva riattivato il volume del computer e lo aveva alzato al massimo.

La voce iniziò a parlare, sempre più forte.

“FANTOCCI!” LA SMETTI DI GUARDARE LE DONNE NUDE!”

Fantozzi ebbe la sua solita reazione sottomessa.

“Ma mi da ancora del tu!”
No è congiuntivo merdaccia MERDACCIA! MERDACCIA ! MERDACCIA….

“COME E’ UMANO LEI!!!, rispose e poi aggiunse.

“Ma puttana evaaaaaaa!

Buttandosi per la vergogna, dal terrazzino della camera finì sul 57 barrato delle colline.