Valentino era un ragazzo come tanti, con la voglia di vivere.
Quando, dagli spalti del Filadefia, lo vedevano girarsi e guardare la tribuna e poi arrotolarsi le maniche era il segnale, scandito dal trombettiere ufficiale della squadra. Iniziava il quarto d’ora granata e la partita cambiava totalmente aspetto, non ce n’era più per nessuno. Un pareggio, un temporaneo svantaggio, si tramutavano in una piena vittoria.
Sono trascorsi settantuno anni da quel quattro maggio del ’49.
Mazzola, il capitano dei capitani, e tutti gli altri non se ne sono andati realmente. Sì, è vero, l’aereo è precipitato sulla collina di superga, ma loro sono ancora lì, stanno ancora giocando quel quarto d’ora, di quella trasferta. Quindici minuti di “qualunque cosa succeda”. Se fate un salto a Torino, dove si trovava il Filadelfia, sedetevi, chiudete gli occhi e forse li vedrete tutti insieme e vedrete il capitano che fa cenno al ragazzo in tribuna, si vedrete anche lui. Lì inizia il divertimento!

 

(La foto in sfondo della squadra è presa da pinterest)