Amici del blog, buon pomeriggio. Quest’oggi parliamo dei concorsi letterari.

Perchè nel titolo ho scritto si e no? Ve lo spiego subito: in pratica è molto semplice la risposta. Ci sono dei concorsi molto validi e altri che invece è meglio evitare.

Cosa bisogna fare per prima cosa quando si decide di partecipare ad un concorso letterario:

1 leggere molto bene i termini del concorso in merito alla scadenza, al costo e alle modalità di invio delle opere manoscritte.

2 leggere altrettanto bene, se non meglio, quelle che sono le clausole riguardanti i diritti di utilizzo dell’opera alla fine del concorso.

3 Ultimo ma non ultimo: leggere benissimo quali sono i premi e se ci sono degli obblighi d’acquisto, in merito ad antologie realizzate alla fine del concorso stesso, da parte della casa editrice che organizza.

Queste tre piccole regole che vi ho elencato sono la base da cui partire per decidere di escludere a priori certi concorsi piuttosto che altri.

Spendere non piace a nessuno, lo so, ma meglio investire una cifra minima, che può essere compresa fra cinque e venticinque euro, però essere sicuri che non ci siano regole capestro, piuttosto che partecipare gratis e poi trovarsi obbligati (senza poter fare nulla) a comprare improbabili raccolte con tutte le opere dei finalisti arrivando a spendere magari qualche centinaio d’euro.

Bisogna poi distinguere i concorsi veri e propri, quelli organizzati dalle associazioni e che magari portano il nome di una città, dell’associazione stessa che lo organizza, oppure di uno scrittore famoso, dai tornei letterari, patrocinati per lo più dalle piattaforme di pubblicazione self con in premio la pubblicazione del proprio libro, messa a disposizione da una casa editrice.

Secondo me, quando ci si approccia ad un concorso o anche ad un torneo letterario, bisogna farlo e poi “dimenticarsene”

Cosa vuol dire: vuol dire che non si può partire già vincitori ma nemmeno perdenti.

Se si parte già vincitori, alla fine si potrebbe andare incontro anche ad una piuttosto cocente delusione. Se si parte perdenti, dicendo frasi del tipo: “ma tanto il mio non lo guarderà nessuno! Ma tanto verrà giudicato male!” allora vi avvero, è inutile aver partecipato, se ne poteva fare anche a meno.

Bisogna partecipare, ovviamente con un minimo di speranza, ma con la consapevolezza che se anche non si arriva in finale non è detto che il proprio lavoro sia pessimo

Un altra cosa che serve quando si partecipa ad un concorso o torneo letterario, è la “pulizia” del nostro file, mi spiego: prima di inviare il file va letto, riletto riguardato e fatto sì che non abbia grossi sfondoni o errori di impaginazione o di margini.

Perché? Semplicemente perchè è il nostro biglietto da visita, chi legge, chi giudica non conosce l’autore e quindi la sua valutazione sarà esclusivamente in base a ciò che vede. Un impaginazione sconnessa 0 sbagliata nei parametri richiesti, può anche significare la squalifica dell’opera dal concorso stesso.

Forse mi sono dilungata un po’ ma in conclusione voglio dirvi che partecipare ai concorsi letterari non è obbligatorio, ma se si decide di farlo, allora vanno rimboccate le maniche e impacchettare un prodotto che sbaragli tutta la concorrenza