«Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi»

Questa è una, anzi forse la frase più famosa pronunciata da Tancredi, nipote del principe di Salina nel celebre film di Luchino Visconti e tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: “Il gattopardo”.

Molti, nel corso degli anni si sono ispirati a questa frase per giustificare eventi accaduti e situazioni che poi sono rimaste più o meno le stesse di prima.

Secondo me questa frase è facilmente applicabile anche allo stato d’animo, al modo d’essere e di porsi delle persone.

Ciò non significa smettere di essere persone integerrime per diventare delle banderuole al vento, bensì, significa che per compiere lo sforzo di rimanere come siamo bisogna portare in superficie anche la parte più in ombra di noi stessi, per affrontare situazioni che, altrimenti ci metterebbero in difficoltà.Come questo arcobaleno doppio che vedete nella foto, facciamo l’esempio che la parte più luminosa sia l’io che mostriamo a tutti e quella più sbiadita sia l’io nascosto. Capita che per riuscire a mantenere il nostro “tono” bisogna che la parte in ombra avanzi e si fonda con quella più luminosa.

Mi sto rendendo conto che questa cosa è più presente nella vita di quanto non si immagini, in molte situazioni dobbiamo compiere questo sforzo perchè altri non ci vedano più deboli e vulnerabili, sentendosi in diritto di approfittarsene. Ma capita anche nella scrittura, quando devi affrontare parti che da solo non riesci ad affrontare, semplicemente perché ti manca la parte più interna di te, quella che ti suggerisce le soluzioni a cui tu non avevi nemmeno pensato.

A volte però non è mica facile convivere con questi stati d’animo perchè litigano fra loro,  ma una volta trovata la chiave per accordarli ecco che ti fanno diventare di nuovo ciò che eri, ma più forte e motivato, cambiato, ma di nuovo te stesso!

Simo