LA CONGIURA DEI MONACI MALEDETTI  è il romanzo con cui innaguro questa nuova sezione dedicata agli autori e alle recensioni.

 Questa è la quarta di copertina del romanzo riportata da Amazon.

Palermo. Un antiquario, proprietario di una libreria di testi antichi, viene brutalmente assassinato. Il colpo mortale è inferto da un pugnale che pare risalire al 1500. Dopo qualche giorno, nella tranquilla Firenze, viene ucciso un collezionista di libri d’epoca. Lo strano dettaglio è che l’arma del delitto è un pugnale identico a quello dell’omicidio siciliano. Stessa sorte tocca a un operaio che si occupa dei lavori di restauro nella basilica di San Domenico a Palermo: il suo corpo viene rinvenuto privo di vita. Le indagini portano ben presto a una scoperta sconcertante: l’esistenza di una setta, nata in Italia alla fine del 1400, ma sopravvissuta fino ai giorni nostri, quella dei Frateschi. I suoi adepti sono fedeli all’insegnamento di Girolamo Savonarola, il frate predicatore, e cercano da secoli il testamento che egli affidò ad alcuni discepoli prima di essere arrestato. E se tutti i delitti fossero legati a quel manoscritto? La scia di sangue, intanto, sembra destinata a non arrestarsi. Chi muove i fili dell’intricato complotto che affonda le sue radici in tempi lontanissimi?

 

LA CONGIURA DEI MONACI MALEDETTI è un  thriller che quando lo si legge, scorre velocemente e  bene, la storia ha del potenziale, ma in alcuni punti si perde e diventa leggermente confusionaria. Parte da un indizio e poi ti porta in altra direzione. I personaggi sono tanti, forse troppi. Quelli che vengono percepiti come principali sono due, ma sono un po’ troppo autocelebrativi a discapito di altri che meriterebbero più spazio nella narrazione.

La storia si snoda fra Palermo e Firenze alla ricerca dei componenti di una setta che, dopo secoli di silenzio si ricostituisce per ordire una vendetta contro chi aveva fatto condannare Girolamo Savonarola, il prete predicatore di San Marco. Il romanzo non ha flashback, ma forse è proprio questo che gli manca: il collegamento fra passato e presente per spiegare alcune cose, al posto di alcuni dialoghi che sinceramente sono solo fini a se stessi e non hanno utilità all’interno del libro.

C’è un altro fattore che secondo me crea un tantino di confusione ed è il titolo, ma non posso dire oltre senza rischiare di rivelare troppo.

CONSIGLIO DI LEGGERLO? Sì, senza dubbio perché è una storia che, seppure con alcuni difetti, merita una sufficenza piena. Un 6+ 

PARLIAMO DELL’AUTORE

Carmelo Nicolosi De Luca nasce a Catania ma vive a Palermo dove scrive per la testata “Il giornale di Sicilia”

Per 23 anni ha lavorato per il Corriere della Sera, curando servizi e inchieste da Europa, Asia, Africa, Medio Oriente, Sudafrica, Americhe. Ha intervistato personaggi di spicco della storia mondiale tra i quali  Nelson Mandela. Si è dedicato solo al giornalismo fino a qualche anno fa, quando, pubblicando “L’italia degli inganni” decise di ritornare alla vecchia passione per la scrittura.

Il suo genere preferito, però è il thriller. Nella sua carriera è stato insignito di molti premi, nazionali e internazionali. La casa editrice Newton Compton Editori ha pubblicato i suoi romanzi: “LA CONGIURA DEI MONACI MALEDETTI” – 2017 e “IL CODICE DEI CAVALIERI DI CRISTO – 2019

Entrambi i romanzi si trovano in vendita presso le librerie fisiche e quelle digitali.

Simona del Buono

 

 

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