La terza non va più di moda! No non mi riferisco alla terza misura, anche se… ma no questa è proprio tutta un altra storia!

La terza a cui mi riferisco adesso è la terza persona dello stile narrativo.

Mi sto rendendo conto, da lettrice, che sempre più autori al giorno d’oggi, e parlo per lo più di autori emergenti, utilizzano la narrazione in prima persona, quella che porta il protagonista del libro ad essere anche l’io narrante di tutto il libro. Girando per i gruppi social, ho avuto modo di leggere molti estratti scritti con  questo stile.

Alcuni effettivamente riuscivano a far catapultare il lettore nel mezzo della scena raccontata, altri invece cadevano in errori grossolani.

Personalmente, mi sono convinta di non amare affatto la narrazione in prima persona. A volte mi è capitato di “inciampare” in scritti fatti con lo stampino, tutti uguali, non importava quale fosse il genere trattato, alla fine l’impressione avuta era quella di aver letto ogni singola volta la stessa cosa! Scritti infarciti di parole forti per dar enfasi alla narrazione, a volte infarciti anche di dialettismi volgari che tutto mi facevano venire  fuorché la voglia di continuare a leggere!

Da scrittrice credo di non aver mai usato lo stile in prima persona se non per un breve racconto e, ad essere onesta, ne vedo, in quel modo, l’unico utilizzo. Un romanzo di oltre cento o duecento pagine scritto in prima persona per me sarebbe assolutamente impensabile, sia da scrivere che da leggere, perché può essere vero che all’inizio coinvolge, ma secondo me è altrettanto vero che alla lunga annoia.

Se tanti autori del passato, autori di rispetto, hanno scritto capolavori che ancora oggi sono alla base della cultura letteraria, e li hanno scritti in terza persona, un motivo ci sarà no?

Il tanto amato, odiato, temuto Manzoni scrisse i promessi sposi in terza persona.

 

“Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell’anno 1628, don Abbondio, curato d’una delle terre accennate…”

 

Recita in questo modo il primo capitolo del romanzo, ovviamente dopo tutta la accurata descrizione dei luoghi. Ma se fosse scritto adesso in prima persona? Pensate che avrebbe lo stesso successo, parlando in termini moderni? Io credo proprio di no.

 

Simo