L’esercito degli esordienti

Si è proprio così che voglio chiamarlo: esercito di esordienti e rappresenta tutta quella gran “massa” di persone che, al giorno d’oggi, scrive e pubblica sperando di sfondare nel mondo dell’editoria mondiale. E invece cos’è che più probabilmente sfonda? La libreria di casa propria con le innumerevoli copie che sono stati costretti a comprare dalla casa editrice per farsi pubblicare il prezioso manoscritto!

Sapete qual è la verità? La verità è che ce ne sono troppi, anzi siamo troppi, dal momento che mi ci infilo anche io nella conta. Siamo troppi, siamo un esercito di esordienti e abbiamo, in buona fede s’intende, creato un problema.

Adesso vi spiego: il problema è che abbiamo “saturato il mercato”, sia digitale che cartaceo, con opere sconosciute, ma la colpa non è di noi esordienti, no affatto! La colpa come al solito è di chi ci ha illuso e ci continua ad illudere di essere i nuovi  King, Shakespeare, Camilleri e alla via così! La colpa, come al solito (e lo ripeto con volontà di dare risonanza alla cosa) è di chi ci guadagna sopra, chi si approfitta dei sogni di brava gente convincendola di avere talento e poi mette sul mercato prodotti scadenti, non curati e a volte nemmeno letti, solo semplicemente stampati e messi là nel mucchio!

C’è un altro responsabile però, meno costoso, ma non meno colpevole: IL SELF PUBLISHING! Questo metodo di pubblicazione ha fatto si che piattaforme come Amazon, Youcanprint e tante altre,  si riempissero di titoli di opere senza nessun reale controllo, prese e messe lì alla bell’e meglio, svogliando di fatto i lettori a proseguire nella lettura, dopo aver trovato più di un testo senza nessuna revisione grammaticale o estetica, senza essere editata o peggio, con un editing pessimo che magari ha portato via al malcapitato, più di metà stipendio!

Siamo troppi, non per colpa nostra, ma per chi non ha avuto il coraggio di dirci che forse sarebbe stato meglio darsi al nuoto o alla briscola!

Siamo troppi per colpa di chi ha avuto più interesse a intascare soldi che a non inflazionare il mercato dell’editoria con della carta straccia non buona nemmeno per pulirci i vetri di casa!

Siamo troppi e non tutto è da buttare via, ma adesso l’unica cosa che possiamo fare è cercare di migliorare ciò che mettiamo sul mercato, magari pubblicando meno ma meglio, sperando così di convincere i classicisti convinti a darci qualche possibilità, così che il nostro libro non rimanga in un angolo a prendere polvere.

Simona del Buono

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