“Non c’è più rispetto!” recitava così una canzone di qualche anno fa, cantata da Zucchero Sugar Fornaciari.

Sì, voglio parlarvi di questo oggi: del fatto che non c’è più rispetto e mi piace, talvolta, usare testi o titoli di canzoni che evochino l’argomento. 

Non c’è più rispetto in molte direzioni: fra genitori e figli, fra ragazzi e insegnanti, ma soprattutto non c’è più il rispetto del pensiero! 

Al giorno d’oggi ci siamo abituati ad alzare la voce per far valere il nostro punto di vista, e in questo, l’avvento dei social, dove non c’è il confronto vis a vis, ma solo quello scritto, non ha certo aiutato. Giorno per giorno, scorrendo fra i vari gruppi, non vedo altro che flame (in gergo: discussioni), gente che alza i toni utilizzando linguaggio grezzo e offensivo fino a scadere talvolta nello scurrile. 

Allora mi chiedo: ma è così che ci è stato insegnato a confrontarci? Urlandoci contro uno con l’altro? Non per avere la fissa delle canzoni, ma se dovessi immaginare “I quattro amici al bar” (Gino Paoli), oggi, li immaginerei intenti a inveirsi contro, a tirarsi i bicchieri con le “coche” e i caffé e magari pure a menarsi di brutto.

Non c’è più rispetto della persona se al giorno d’oggi ci si sente in diritto di maltrattare anche fisicamente chi ci sta accanto e lo dimostrano i dati delle violenze domestiche e, purtroppo, dei femminicidi!

Forse siamo andati troppo oltre e a questo punto sarà difficile, se non impossibile, tornare indietro, ma se avessi una “De Lorean (n.d.r. Macchina del tempo – ritorno al futuro)a disposizione io ci tornerei, perché il rispetto piaceva!

Simona del Buono

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