Non ti curar di loro ma guarda e passa!  E’ un celebre passo della Divina Commedia, le cui parole reali sarebbero queste:

«Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna: 
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.»

Dante lo pronuncia riferendosi agli ignavi, le persone che per viltà loro non si schierano mai, che non danno mai un opinione propria, restando sempre sulla linea di confine. Oggi si possono definire anche vigliacchi, ma questo detto ha preso piede negli ultimi anni anche per un altra funzione, cioè quella di consigliare alle persone di non far caso a chi offende o sminuisce.

Quante volte quando abbiamo subito un affronto o un offesa, specialmente nell’era del digitale, dei social, ci siamo sentiti dire: Non ti curare di loro ma guarda e passa, ovvero ignorali non dar loro più importanza di quanto meritano. 

Queste parole ci risuonano nelle orecchie, ma alla fine è proprio vero che riusciamo a passare sopra certe cose? Spesso certe parole fanno male più delle ferite che sanguinano, perchè ci vanno a colpire in un punto molto suscettibile: l’amor proprio.

E’ chiaro che per stare meglio dovremmo veramente ignorare certe persone e la loro cattiveria gratuita, mossa il più delle volte da un invidia tutt’altro che sana. Il fatto è che è più difficile da fare che da dire e accade che alla fine quelle parole riescono nel loro intento che è quello di abbatterci e scoraggiarci. Per contro però succede anche che le parole dette per offendere riescano a dare forza per reagire ed è in quel momento che tutti gli ignavi, i codardi e gli invidiosi moderni perdono il loro oscuro potere, finendo virtualmente nel girone dantesco dei dannati a vita per non aver saputo vivere senza rigurgitare cattiverie e falsità.

Simo