UN UOMO QUALUNQUE – SAMUELE ARBA – EDITO DA BIPLANE EDIZIONI

Oggi parliamo di questo romanzo, intanto partendo dalla quarta di copertina:

Barcellona, maggio 2011, Los Indignados da più di una settimana hanno occupato Placa Catalunya, centro pulsante della capitale catalana, in segno di protesta a fronte della grave situazione economica in cui versa la Spagna. Xavi è un cinquantenne solo, lasciato dalla moglie, affetto da fibromialgia. Ha toccato il fondo ma ancora non ha iniziato la risalita. La notte prima dello sgombero della piazza, Xavi si addentra quasi per caso nell’accampamento degli Indignados. Intravede un barlume di speranza. Forse gli ideali in cui credeva e per cui si è battuto da giovane non sono morti, possono ancora scuotere la società. Forse è ancora possibile un futuro dove l’uomo sia nuovamente padrone della propria libertà. Conosce Ada, Luis e Pep e si lascia travolgere dagli eventi, dalle passioni e dall’assenza di coraggio. È una storia che indaga l’animo umano, le sue debolezze, la sua fragilità e la sua capacità di andare avanti, nonostante i bivi sbagliati e le occasioni mancate.

La mia riflessione

La particolarità di questo romanzo è il fatto di essere introdotto, ad ogni capitolo, da un passo di Fabrizio de André. Ognuno di questi passi è estratto dall’album: “Storia di un impiegato”.

Ma parliamo del romanzo, o meglio del protagonista che si chiama Xavi.

Xavi è sposato, ha un lavoro normale, una moglie ma niente figli, è proprio un classico uomo comune con una comune vita.

Una malattia invalidante: la fibromialgia, che lo mette completamente “a tappeto”, gli fa perdere il lavoro e poi la moglie e lo porta sull’orlo di una decisione grave e definitiva, quella, come dice l’autore nel romanzo, di “Assassinarsi”.  Infatti, è proprio così, Xavi non vuole solamente togliersi la vita come farebbe chiunque altro, no, lui vuole liberarsi, liberare l’anima da quel peso che lo affligge, ma ha un ultimo desiderio: fumare una sigaretta, come un condannato prima dell’esecuzione. Questo desiderio lo obbliga a riporre tutto e uscire per comprare il pacchetto. A Barcellona, in quel periodo c’è la rivolta degli indignados, Xavi conosce degli attivisti in un bar. Da quel momento inizia la seconda parte della storia e lui arriverà anche a provare nuovi sentimenti per una donna nuova, diversa da sua moglie.

Il linguaggio è forte, duro e non fa sconti a nessuno. Chi lo legge deve aspettarsi qualcosa così potente che ti arriva in pieno petto come un cazzotto ben assestato, che però non fa male anzi…

Un amante dei testi di Fabrizio de André si ritroverà subito, facilmente, in questa storia, per le parole, le similitudini, il ritmo delle frasi. Per tutto quanto, insomma, si sentirà come a casa. Cionondimeno consiglio a tutti quanti questa bellissima storia. Le persone che vorranno leggerlo impareranno ad amare questo autore: Samuele Arba (potete leggere altri particolari della sua storia qui  nella pagina di Biplane Edizioni) e forse, grazie alla sua bravura nell’aver saputo trasportare un concept album nelle parole scritte di un libro, impareranno ad amare anche l’immenso Fabrizio de André

Simona del Buono

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